12,00 €
Autore: Livia Artuffo
Editore: Genesi Editrice
Formato: libro
Collana: Novazioni, 101
Pagine: 96
Pubblicazione: 2025
ISBN/EAN: 9791281996403
«Per me, la raggiungibilità di ciò che desidero (sia materiale sia spirituale) è inversamente proporzionale al desiderio» leggiamo in una pagina di diario della poetessa russa Marina Cvetaeva. Questa tensione verso un oggetto sempre sfuggente, sempre fuori portata è la cifra di tutta la poesia della Cvetaeva e, in fondo, della sua stessa vita. Nel mito di Fedra, la storia di una donna travolta da un amore illecito e respinto, Marina individuò la cornice perfetta in cui dispiegare la sua “poetica dell’irraggiungibile”. Nacque così, nel 1927, una delle più originali riscritture moderne del dramma che Euripide, per primo, aveva dedicato al tragico amore della moglie di Teseo per il figlio di suo marito. Quella di Marina Cvetaeva è la prima Fedra innocente della storia del teatro: è una principessa da fiaba uscita dal folklore russo, una creatura spirituale e poetica, una vita spezzata da un amore irraggiungibile. Marina Cvetaeva aveva creato la sua Fedra pensandola come parte di una trilogia incentrata sulla figura di Teseo. «Sapete che a Teseo capitarono in sorte tutte le donne, tutte – e per sempre? Arianna (l’anima), Antiope (l’amazzone), Fedra (la passione), Elena (la bellezza)», scrisse all’amica Anna Tesková. Fedra, Arianna, Antiope: in ciascuna di loro, Marina Cvetaeva vide qualcosa di sé stessa. I suoi versi ce le restituiscono con dentro qualcosa di lei.
I Murazzi per l’inedito di Saggistica 2025 (Dignità di Stampa)
Motivazione di Giuria:
La scrittrice e studiosa Livia Artuffo dedica a Marina Ivanovna Cvetaeva il volumetto di indagine e commento critico incentrato sulla principale opera tragica della scrittrice russa realizzato nel 1927, Fedra, durante il periodo di esilio volontario a Parigi. Il mito della femminilità libera e tragica di Fedra, moglie dell’eroe Teseo ma innamorata del figliastro Ippolito, è un tema rimasto centrale nella cultura dell’Occidente, da Euripide, a Dante, Racine e d’Annunzio, e viene ripreso e sviluppato nel Fedra di Cvetaeva, raccontato e commentato da Livia Artuffo, con l’arricchimento dei riferimenti a molte opere della scrittrice russa, come Zar Fanciulla, Lettera all’amazzone, Il mio Puskin, Arianna e le lettere Il paese dell’anima.
| Dimensioni | 210 × 150 × 7 cm |
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| Anno Edizione | |
| Mese Edizione | Giugno |
| Autore | |
| Collana |
25,00 €
15,00 €
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