Le Voci dai Murazzi hanno superato i dieci anni di continuità e hanno assunto un carattere distintivo dello scopo e dell’iniziativa del percorso che si propongono di fare. Non si tratta certo di illustrare i tratturi studiati per poeti ancora non noti al largo pubblico per condurli al di sopra di qualsivoglia alpeggio, verso vette collocate oltre i limiti della comune genialità letteraria, nell’ipotesi di elaborare classifiche di priorità e opzioni per l’eternità da celebrare in arcosolio, poiché tutti noi siamo consapevoli che anche gli ultimi premi Nobel della Poesia decadono nella cenere del dimenticatoio nel volgere breve di qualche lustro dalla morte.
C’è uno scostamento nella posizione di partenza delle Voci dai Murazzi rispetto alla celebrazione che Ugo Foscolo fa nella quarta sezione Dei Sepolcri, sui presunti poteri della Poesia, e, per intenderci, specifichiamo che si tratta degli ottantadue versi finali, che sono compresi nella sezione dei vv. 213-295. Il fatto è che la poesia non ha alcuna capacità di “eternatrice” del mito, più di quanto non ne abbiano per loro conto la pittura, la scultura, la musica, la storia, la filosofia, la religione, ma anche la medicina, la fisica, la chimica e in generale tutte le scienze e anche le tecniche. Non si capisce perché Giuseppe Parini dovrebbe eternare la nostra civiltà più di quanto non abbia saputo fare Guglielmo Marconi; né si capisce perché Guido Gozzano sia più rappresentativo della società italiana di quanto non lo sia stato il medico biochimico e fisiologico, canonizzato e beatificato dalla Chiesa, Giuseppe Moscati. Se realmente fosse così, ci sarebbe da rabbrividire per l’inconsistenza di tale visione, legata a un modello di cultura di esclusività letteraria e umanistica. Fortunatamente, non è affatto così: la storia umana non diventa per nulla un mito celebrato solo dai poeti. Tuttavia, è corretto dire che i poeti rappresentano una delle tante voci umane capaci di mitizzare la storia dell’umanità.
Chi scrive pensa che nessun poeta della modernità, oggi giorno, si sentirebbe in animo di continuare a ritenere valida la prerogativa di esclusività della Poesia come eternatrice dei miti costruiti dall’umanità: sarebbe una convinzione anacronistica; oggigiorno sarebbe una battuta da cabaret. Eppure, esistono molti poeti che sono convinti di essere nominati a svolgere tale ruolo di esclusività, né vengono sfiorati dal sospetto di essere tollerati in pubblico, ma criticati alle loro spalle.
La Poesia, in verità, è un’attività di conoscenza e di interpretazione del mondo attraverso il binomio empatico fra sé stessi e il prossimo, un ponte tra l’interiore e l’esteriore, percorso servendosi unicamente delle parole. La totalità degli esseri viventi è in grado di svolgere tale funzione. Esattamente come tutti gli esseri viventi sono in grado di respirare, perché chi non respira, cessa di vivere. Chi non avesse facoltà poetiche, non sarebbe un essere umano. Però è anche vero che non tutti gli esseri umani hanno la stessa potenzialità di respiro. L’apneista mondiale è un certo Vitomir Maričić che riesce a trattenere il respiro per 24 minuti e 37 secondi: egli è un po’ come Dante Alighieri, se venisse paragonato al sottoscritto. Quindi, c’è una diversità di potenziale poetico, come c’è una differenza di potenziale respiratorio, fra tutti gli esseri umani. Ma resta acquisito il principio fondamentale, che solo per il fatto di essere persone umane, ognuno è in grado sia di respirare sia di compiere un percorso poetico. L’Antologia Voci dai Murazzi reca la testimonianza di poeti che hanno dimostrato di avere sperimentato, con passione e con merito, il loro percorso poetico, anche se fra loro emergono delle persone che sono emule di quel tale apneista prima citato; mentre altri rientrano nelle normali potenzialità, come accade al sottoscritto. Qualcuno degli Autori inseriti in Antologia arriverà ad assurgere al mito? Ha già raggiunto tale risultato? A parere di chi scrive, ce ne sono ben più di uno.

Sandro Gros-Pietro

Anno Edizione

Mese Edizione

Marzo

Collana

Curatore

Sandro Gros-Pietro

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