Prefazione

Un armonioso sentimento di dolcezza contraddistingue la raccolta di Poesia La rosa dei venti, della scrittrice Franca Smiderle: è una dolcezza struggente, cioè carica di un’ansia interiore causata dalle condizioni di rischio e di pericolo generalizzato per l’infuriare della pandemia del Covid-19. Tuttavia, il trionfo dell’amore si realizza in ogni condizione e direzione possibile, come lascia intuire il titolo del libro. Tutte le direzioni possibili si equivalgono per an dare incontro all’amore: quale che sia l’ostacolo apparentemente insormontabile assisteremo comunque al trion fo finale dell’amore. Omnia vincit amor et nos cedamus amori, annota Virgilio nelle Bucoliche. In metafora poetica, Franca Smiderle cita in esergo al suo libro il poeta e pittore Khalil Gibran, artista e intellettuale di profonda spiritualità, autore di quadri, poesie, aforismi e motti dello spirito nei quali trionfa sempre una fiducia invincibile nel futuro e nella fede. Tuttavia, la Poetessa ha voluto richiamare anche la poesia di Giuseppe Ungaretti, Silenzio in Liguria, poi confluita nel libro Sentimento del tempo. Il grande Poeta italiano scrive Il vero amore è una finestra illuminata nella notte buia. Il vero amore è una quiete accesa. Il significato della “quiete accesa” alluso da Ungaretti è esattamente il sentimento di dolce armonia di cui si diceva prima, tuttavia allertata da un’ansia interiore, da una vigile apprensione e partecipazione alle condizioni di benessere della persona amata.
La Poetessa ha in comune con Gibran una forte carica di spiritualità, per cui il sentimento d’amore che viene manifestato nei versi non è certo carico di materialità, ma al contrario è sempre confinante con il sogno, con l’immaginazione, con l’invenzione della mente e dello spirito che superano ogni restrizione o prigione della quotidianità, specie nei tempi attuali del Coronavirus che costringe tutti a rimanere rinchiusi nelle proprie abitazioni, ed ecco invece che la mente vola con la fantasia e compie il miracolo dell’amore e della congiunzione di due anime che si uniscono nel più nobile dei sentimenti. Sono versi il luminati anche da una forma di amore mistico, al punto di condurre la poetessa a sfiorare un atteggiamento di letizia ultraterrena, quando nella poesia finale di congedo della raccolta la parola poetica si perfeziona nel distico Cristo immagine / magia dei secoli, che lascia intendere come l’amore umano e terreno sia anche una strada che si apre e un percorso che si rivolge ad altezze celestiali, pur sempre nella rosa dei venti, cioè come cammino che conduce alla meta verso qual che sia l’indirizzo, e quindi, nell’equivalenza delle culture, dei ceti sociali, delle convinzioni personali, ideologiche o politiche. Sempre l’amore si manifesta su periore e invincibile nel trionfo sopra ogni altro ostacolo della vita e del destino, anche vittorioso su una pandemia.
Sono versi scritti con una limpida chiarezza dei sentimenti e una essenziale e rigorosa nettezza delle forme. È un libro che ristora le ansietà dell’animo e concilia con il prossimo.

Sandro Gros-Pietro

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