NOTA DELL’EDITORE

Tito Cauchi è studioso, scrittore, critico e poeta: inesausto lettore di classici e moderni, ha seguito – e tuttora continua a farlo – le sorti della nostra letteratura, sia documentandosi dei circa otto secoli di storia letteraria italiana sia concentrandosi con particolare curiosità e riflessione sulle vicende della contemporaneità, in particolare del Novecento e del nuovo Millennio. Nativo di Gela, non ha mai reciso il cordone ombelicale con la Sicilia, anche se è divenuto laziale e romano per adozione, avendo risieduto per un settennio nella Capitale, per poi spostarsi di poco, ad Anzio. La sua ricca e puntigliosa bibliografia rende edotto il Lettore sulla mole del lavoro creativo e critico svolto da Cauchi in oltre trent’anni di faconda collaborazione editoriale con la rivisteria letteraria e con varie case editrici sia per quanto attiene la scrittura creativa sia – e forse in misura prevalente – per i lavori di critica e di saggistica.

Il volume Gabriella Frenna – L’altra voce di Michele Frenna è un omaggio reso all’artista agrigentino Michele Fren­na, autore di opere realizzate con la tecnica del mosaico; congiuntamente, c’è l’omaggio critico a l’Altra voce di Michele Frenna, cioè alla di lui figlia, la poetessa Gabriella. Va detto che non è la prima opera di Cauchi dedicata al noto creatore di opere musive, certamente uno degli artisti siciliani più operosi e virtuosi del Novecento e primi anni del XXI secolo. Michele Frenna e Tito Cauchi divennero amici, complice Polimnia, la Musa del Parnaso ispiratrice di molte arti, tra cui anche la pittura e i mosaici. Questi ultimi sono stati fin dall’antichità particolarmente ammirati e diffusi, probabilmente introdotti dai Sumeri, ma divenuti un’eccellenza artistica in Egitto, in Grecia e nell’impero romano, poi celebrati in epoca bizantina, per giungere fino ai giorni nostri. L’artista, su un piano predisposto, elabora il disegno dell’opera che poi verrà realizzata con la tecnica di incastro e di combinazione dei piccoli frammenti di marmo colorato o dei vetrini, talvolta anche di minuscole lastrine d’oro. Michele Frenna diventa un Maestro, il cui valore viene universalmente riconosciuto, anche grazie alla documentazione critica di Tito Cauchi e di altri critici e studiosi o amici scrittori e ammiratori del Maestro, tra cui non vanno sottaciuti Luigi Ruggeri, Leonardo Selvaggi, Giuseppina Maggi, Carmine Manzi, Orazio Tanelli e ancora molti altri, le cui pubblicazioni sono riportate nella bibliografia dedicata a Michele Frenna. Tuttavia, è certo che l’omaggio più affettuoso e più gradito dal Maestro sia sempre stato quello tributatogli dalla figlia Gabriella, la quale non solo ha studiato a fondo l’arte musiva del babbo Michele, ma ha ingaggiato in sé la dolce voce di Calliope, Musa della Poesia, per affiancarla in un unico convito celebrativo delle opere musive di Michele unite alla Poesia.

Ricorre alla mente la collaborazione tra Orazio Gentileschi e la figlia pittrice Artemisia Gentileschi, anche se il caso è ben diverso, rispetto a Michele e Gabriella Frenna. Infatti, Artemisia è una figlia che apprende la pittura dal padre, ma lo ha decisamente superato in abilità realizzativa e in studio riflessivo. Gabriella Frenna, invece, non è mai entrata in competizione artistica con il padre Michele, ma si è mossa in una prospettiva collaborativa ed estensiva del valore e della portata dell’opera del padre, sull’onda di quella tale matrice di comuni intenti artistici che ha molte volte unito scultori e pittori con i poeti. Al riguardo, si pensi al rapporto di amicizia di Michelangelo Buonarroti – tra l’altro, ottimo poeta lui stesso – con Vittoria Colonna e con la già citata pittrice Artemisia Gentileschi. Più di tutto si pensi all’intensa corrispondenza di artistici intenti tra pittori e poeti che caratterizza tutto il periodo d’oro dell’impressionismo e tardo romanticismo francese o il periodo simbolista, che ha unito pittori come Monet, Manet, Van Gogh, Toulouse-Lautrec a poeti come Paul Verlaine, Mallarmé e lo stesso Rimbaud.

Tito Cauchi nella sua ricostruzione antologica ed esplicativa esamina e commenta circa una quindicina di libri dedicati all’opera di Michele Frenna, fra i quali sette sono stati scritti e pubblicati dalla poetessa Gabriella Frenna e rappresentano un caso più unico che raro di coniugazione artistica tra un padre artista e la figlia poetessa, in piena collaborazione di intenti e di tematiche: il padre Michele configura le immagini di un “fervido sogno artistico” ricostruito con le tessere del mosaico; la figlia Gabriella, in aggiunta, opera il cosiddetto contrafactum, cioè conferisce il testo delle parole che esplicano, interpretano e descrivono l’opera musiva del padre, anche inserendola a contatto e a confronto con i testi di altri poeti sia contemporanei sia classici: ne deriva in tal modo una sorta di ideale simposio delle arti, un convivio delle Muse che discettano sul Parnaso sulle diverse forme della bellezza e delle varie tematiche e tecniche artistiche in cui l’opera d’arte, tra visioni e parole, si manifesta e si rende usufruibile a chi la studia o si limita ad ammirarla.

Il libro di Tito Cauchi, ha il pregio, dunque, non solo di fornire un’accurata informazione critica dell’opera congiunta dei due interpreti – padre e figlia – della parola e dell’immagine, ingaggiate insieme in una stessa visione creativa, ma mette a fuoco anche le differenze, le evasioni tematiche, le congiunzioni e, infine, fornisce un’ampia serie di apparati documentativi e, nelle amplissime note, arricchisce il testo con un supporto informativo completo per chi volesse documentarsi più a fondo su Michele Frenna e sulla di lui “Altra voce”, la Poetessa Gabriella Frenna.

Sandro Gros-Pietro

Dimensioni 210 × 150 × 17 cm
Anno Edizione

Mese Edizione

Settembre

Autore

Collana

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