PREFAZIONE

C’è nel libro La sacralità dei corpi una luce di amore irradiata sull’umanità intera. Si tratta dell’espressione del dono di Dio rivolto alla vita, quest’ultima concepita come porta di accesso all’eternità attraverso la morte. L’alternanza della vita e della morte non è una contraddizione, ma è l’elevazione alla perfezione: ciò che esiste episodicamen­te come materia trasformatasi in soffio vitale dotato di spiritualità -cioè esistenza che amalgama insieme il corpo con lo spirito- può “incielarsi” – nel significato di potere transumanare – e perpetuare in eterno la gioia del divino amore. L’esperienza terrena della gioia della vita è parziale ed episodica conoscenza di quella che è la gioia eterna.
Walter Chiappelli non è un predicatore dedito a professare la missione di convincimento dei non credenti e in genere degli atei, nel tentativo di e­men­darli dalla cecità e di orientarli alla contemplazione della luce. In verità, egli è un testimone che partecipa e diffonde pubblicamente la luce che è in lui e in cui egli vive, nell’attesa di incielarsi. La sua poesia non è opera di convincimento missionario e di salvazione di coloro che non credono, ma al con­trario è libero canto d’espressione della gioia vitale di essere al mondo e di avere ricevuto il dono della vita come possibilità unica di orientarsi verso l’“incielamento” – i buddisti lo chiamano illuminazione e i Cristiani lo chiamano amore in Cristo, che si identifica con amore in Dio e che consiste nell’eterna gioia dello spirito.
Il viaggio della vita è lungo. Ogni essere umano ha ricevuto il compito di conservarlo con rispetto: non è solo un precetto catechistico, ma è anche uno stimolo corporale e sensuale, dato dall’istinto di conservazione: si tende a salvaguardare il dono della vita fino alla sua naturale trasformazione in vita eterna ovvero in “incielamento” ovvero in trasumanazione. La via da percorrere risiede nell’illuminazione ovvero nell’amore di Cristo. Tuttavia, se non si cammina centralmente nel letto del fiume di tale percorso, in una continua gioia di unione tra il corpo e lo spirito, ma si devia verso le sponde, può accadere di incagliarsi lungo la riva. In tal caso la vita diviene preda della noia, che è l’esatto contrario della gioia. Chi si incaglia, si annoia, lungo la ripa del fiume che procede in avanti. Chi si annoia, anziché la gioia, concepisce disgusto e anziché deliziarsi nell’amore si arrovella nell’odio. L’odio è alla base di tutti i possibili vizi umani ovvero gli allettamenti demoniaci, nel cui più perfido abisso esiste la guerra, cioè l’uccisione pianificata di altri essere umani e insieme a loro di animali, piante, nonché distruzione di patrimoni naturali e costruzioni umane, città e opere artistiche.
In verità, non è possibile sbrigare in poche righe il canto di lode e d’amore universale di Walter Chiappelli. Diventa necessario rileggere l’intera sua esistenza: la famiglia d’origine, che lui vuole indicare nel doppio patronimico, della madre e del padre; i fratelli che lo hanno accompagnato nel lungo viaggio della vita; la figlia, che è cresciuta sotto la sua ala protettrice e che ora assiste il padre Walter nel suo accostamento alla senescenza; la moglie, che lo ha rallegrato di grazia e di amore terreno e che ora gli sorride al di sopra delle nuvole e delle stelle.
La testimonianza di una vita luminosa e completa di Walter Chiappelli è contemplata nei suoi libri di poesia che si equivalgono ai tre libri, ciascuno suddiviso in una pluralità di capitoli espositivi ed esplicativa della Salita del Monte Carmelo di Giovanni della Croce, forse una delle più profonde ed articolate opere di tutta la letteratura cristiana, illuminata dalla gioia in Cristo, assieme ai Fioretti e soprattutto al Cantico di Frate Sole ovvero Cantico delle creature di Francesco.
La sacralità dei corpi è il giusto viatico, nutrimento per corpo e spirito, nel viaggio di incielamento.

Sandro Gros-Pietro