22,00 €
Autore: Giovanni Stella
Editore: Genesi Editrice
Formato: libro
Collana: Le Scommesse, 723
Pagine: 448
Pubblicazione: 2025
ISBN/EAN: 9791281996533
PREFAZIONE
“Sulla via di Damasco / incontrata ti ho: in senilità io / forte di prorompente bellezza tu”. Si tratta di una folgorazione, come avvenne a Saulo di Tarso, quando perseguitava i cristiani al gran galoppo e venne investito da una luce abbagliante mentre la voce di Gesù tuonava nell’aria “Perché mi perseguiti?”. Giovanni Stella viene anch’egli abbagliato da una luce che è rivelatrice di bellezza femminile ed è ispiratrice d’amore: non lasciarsi convertire al fascino dell’amore sarebbe un comportamento belluino. Ciò non è nello spirito del Poeta. Tra convinzione ragionata e saggezza ironica, tra spirito odisseico di avventura e consapevolezza dell’attimo fuggente è nato questo copioso poema che è Il sogno amoroso dedicato alla straordinaria bellezza di una giovane donna, che possiede ed esercita le più celebrate virtù del fascino femminino: la grazia dei modi, la gentilezza degli accenti, la nobiltà del portamento, la seduzione dello sguardo. Sono tutti valori emotivi e sensuali, che sottolineano lo spirito creaturale della donna, avvertita come entità che promana rispetto, venerazione e dipendenza del divino da cui ella stessa deriva. Non vi è mai l’ammirazione per la sagacia e la sapienza, per le sovrastrutture e i bastioni culturali, per i valori poggianti sulla civiltà costruita dall’umanità nella conoscenza delle discipline dell’etica, della filosofia e delle scienze. Il canto libero del Poeta, infatti, si inchina a celebrare solo l’aspetto creaturale della donna, “una cosa venuta / da cielo in terra a miracol mostrare”. L’evento miracoloso possiede anche qualcosa di sirenico: cioè, l’impossibilità o meglio l’impraticabilità della congiunzione sessuale, che è naturalmente vagheggiata, per non dire addirittura agognata, ma appare improponibile, non certo perché sia fuori di logica, giacché la follia è una dimensione frequentata con valentia e con calcolo del rischio da parte del Poeta, ma è totalmente al di fuori del canto libero, che il Poeta intona per la donna amata, in quanto – come i trecentisti insegnano – l’amore cortese non può avere né cittadinanza né radicamento concreto nella realtà, ma può esistere solo nella dimensione del sogno amoroso. Che poi i sogni amorosi possano avvenire anche tra le prosastiche lenzuola del letto e non solo nelle favole fra splendori lunari descritti nelle mille e una notte e raccontati da Shéhérazade al re di Baghdad: questo è un busillis di lana caprina che può interessare solo le menti diversamente abili di chi non sappia veramente sognare.
La donna è a tal punto una superiore creatura che Giovanni Stella non abbassa mai il canto libero fino al punto di darci la umana, troppo umana nozione anagrafica, per cui non conosciamo il suo nome, come è il destino delle divinità mitologiche, che hanno tanti nomi e nessun nome. Tuttavia, delle divinità si raccontano i miti e le vicende fino nei minimi particolari. Similmente fa il Poeta che ci dice come con una moneta da due euro può ricevere una tazzina di delizioso caffè seduto al tavolo dove la Dea serve gli avventori. Ci dice di avere offerto doni e omaggi, alla sua Dea, cosa che rientra pienamente nei canoni amorosi elaborati da generazioni di Poeti a principiare da Catullo per poi arrivare fino a Foscolo, Rilke, Montale e Luzi. Ci dice di amare la sua Dea quando Ella cammina e si fa strada tra la folla, nella realtà concreta dei cicalecci di strada: il precedente lo si trova di nuovo in Catullo e in Dante, per poi arrivare, lungo la fila dei discendenti di maestro in maestro, fino al XXI secolo. In modo che il sogno amoroso è sempre fatto ad occhi aperti: la divinità è nel cuore del Poeta, ma brilla anche nei suoi occhi, momento per momento.
Il Filosofo dice che due sole sono le esperienze assolutamente qualificanti per l’essere umano: il dolore e l’amore, nel senso che sono “necessarie e bastevoli” per esperire fino in fondo la vastità e la profondità della condizione umana. Non si può essere creature umane se non si sperimenta, come matrici radicate fino nei precordi dell’anima, l’infinto sconforto del dolore e la superiore lucentezza dell’amore, entrambe declinate e coniugate nelle diverse forme di manifestazione e sviluppo che possono assumere. Il sogno amoroso svolge questa tematica principalmente sul versante dell’amore, ma lascia intendere che anche il dolore è sempre dietro l’angolo della strada per il Méteque e per ogni Poeta, che diviene lo Straniero, perennemente in pellegrinaggio sul Pianeta, come canterebbe Georges Moustaki, il quale si abbevera ad ogni fonte, e non è mai solo, perché rimane in compagnia della sua solitudine.
Il sogno amoroso è anche un poema di viaggi reali compiuti per lo più in Europa e nei Paesi che si affacciano sull’antico Mare della civiltà occidentale, il Mediterraneo. L’ombelico del mondo è ovviamente la Città esagonale, Avola, -la patria del Poeta- che non viene descritta solo nei suoi monumenti, ma anche nel fascino delle trattorie e degli eleganti ristoranti, come il Qui si mangia e il Porto Matto. Se i viaggi del Poeta sono un continuo arcobaleno a cavallo per lo più dell’Occidente -ma prevedono anche il trasvolo dell’oceano Atlantico- vi è, tuttavia, una splendida capitale europea che nel suo fascino di metropoli più che millenaria, riesce quasi a contendere il primato d’eccellenza affettiva detenuto da Avola: si tratta di Parigi. Nella ricostruzione che ne fa il Poeta, Parigi diviene la capitale per antonomasia della cultura e dell’arte, il cui vanto sta nell’avere realizzato l’unica grande rivoluzione avvenuta in tutto l’Occidente, di fronte alla quale la rivoluzione ottobrina del compagno Lenin appare un trucco da prestigiatore cabarettistico e popolano, in quanto si limita a proporre l’ennesima nascita di una dittatura classista. Si tratta, invece, della Rivoluzione Francese. Essa rappresenta lo scoppio fantasmagorico di Fraternité, Égalité, Liberté, il motto che sta alla base della rivoluzione e che marchia la conquista del potere realizzata dalla borghesia. Nessun altro Paese occidentale ha saputo celebrare la borghesia come ha fatto Parigi. Il sogno d’amore è il maggiore poema celebrativo dei valori borghesi scritto in questi anni in Italia e direttamente collegato al motto rivoluzionario appena citato. Ne diventano alfieri i Poètes Maudits, che sono continuamente citati da Giovanni Stella, insieme a loro ci cono artisti, pittori, cantanti, attori, che discendono come nipoti e nipotini dalla Trimurti della Rivoluzione Francese. Il pensiero libero francese ha poi fatto esplodere la caotica rivoluzione del Maggio 1968, nei tempi recenti dello scorso secolo. Proprio in quel clima di libertà di pensiero, di azione, di costume, di manifestazione pubblica è radicato il poema Il sogno amoroso, che respira l’ambiente culturale rappresentato da pensatori come Jean Paul Sartre, Gilles Deleuze, Michel Foucault, Jacques Derrida, Roland Barthes, Jean-Paul Manganaro, Pierre Klossowsky e molti altri. Proprio Jean-Paul Manganaro, anche conterraneo del Poeta, in quanto metà parigino e metà avolese, diviene una sorta di Mentore per il Poeta, insieme all’illustre letterato e poeta Giorgio Bàrberi Squarotti, il cui nome sovente ricorre nelle poesie di Stella. Di Jean-Paul Manganaro si consiglia la lettura dell’intervista fattagli da Antonio Gnoli e apparsa su La Repubblica del 22 gennaio 2017: c’è quasi una medesima identità dell’ambiente culturale parigino descritto da Manganaro con le emozioni poetiche tradotte in versi e collocate per le vie di Parigi, nonché proiettate sull’arcobaleno che ha la sua scaturigine nella piazza principale di Avola, ove abita Giovanni Stella.
Il sogno amoroso è il più significativo e moderno poema d’amore, che rifrange a specchio la rappresentazione dell’amore libero cantato dai poeti e dedicato alla donna come da sempre è stato inteso nella cultura occidentale, fino dai tempi della civiltà greco romana – per non citare anche gli Egizi e la storia di amore e di unione tra il faraone Akhenaton e Nefertiti – ma che poi trova la sua rappresentazione di rinnovo e di contemporaneità nell’ambiente di libero pensiero della Parigi moderna, in quanto protagonista di cultura e d’arte dalla fine dell’Ottocento fino al Maggio Francese e poco oltre. Per tutte queste sue componenti di storia letteraria, nonché del pensiero filosofico e delle tradizioni di costume il poema Il sogno amoroso assume un’importanza di assoluto rilievo nella poesia contemporanea.
Sandro Gros-Pietro
| Dimensioni | 150 × 210 × 23 cm |
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| Anno Edizione | |
| Mese Edizione | Novembre |
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| Collana |
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