La rivisitazione del mito della sirena non avrà mai fine, perché rappresenta la realtà negata a cui sempre l’uomo rivolgerà il pensiero. La sirena è un reale – e anche regale – inganno della mente: non esiste nella realtà, ma sicuramente esiste da mille e millanta anni nella mente dell’uomo e continuerà a ripresentarsi in futuro. E noi sappiamo che ciò che esiste nella mente dell’uomo può assumere una consistenza e una predominanza sulla fisicità delle cose anche infinitamente superiore alla materia grezza che grava nel mondo. La sirena è la materia oscura dell’universo: si sa che non c’è, né la si può vedere, però bisogna fare assolutamente i conti con il suo influsso sulle proporzioni e sui pesi che essa proietta nel mondo reale.
Salvatore Pristerà, scrittore tutt’altro che alle prime armi, dimostra con questo splendido e lieve rac­conto quanto egli sappia pescare a fondo nel pro­fondo mare della scrittura, provvido di prodigi e di elementi di vita ordinaria, in una perfetta ri­co­struzione romanzesca fatta con pochi ed essenziali elementi di vita marinara e di quotidiane abitudini tramandate da generazioni di pescatori, su cui si apre la dimensione sconfinata di una vita che si colloca in un altrove totalmente irraggiungibile eppure com­pa­tibile con la familiarità dell’esistenza comune. È un mi­rabile esempio di scrittura sul modello del rea­lismo magico che ha certamente il suo antesignano in Kafka, ma che ripete e rinnova, con tutt’altra prospettiva, il superbo racconto La sirena di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Sandro Gros-Pietro

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