PREFAZIONE

Il volumetto di Poesia delle scrittrici Beatrice Bressan e Marilena Bianchi fornisce già dal titolo la sensazione di un riordino espositivo di ciò che resta dopo la tempesta, che ha disperso e frantumato l’ordine delle cose. Senza volere ricorrere alla celeberrima e fino troppo abusata metafora della Zattera della Medusa, il dipinto di Théodore Géricault conservato al Louvre, divenuto simbolo artistico di tutte le situazioni di entropia parossistica, di sconvolgimento delle regole e dei galatei, di perdita delle buone abitudini e dei rassicuranti viali di passeggio attraverso cui orientarsi nei percorsi poetici guidati dal galateo in bosco, cioè dai buoni manuali della scrittura letteraria: qui, ciò che le due poetesse ci vogliono indicare, con buona grazia e con serena accettazione, è il naufragio della Poesia nella sua pienezza di funzione ascensionale e anabatica del discorso collocato al di sopra dei chiacchiericci, lirici o filosofali che dire si voglia. Si è perduta la luce che squarcia le tenebre e anche, se vogliamo abbracciare l’estro del trio poetico del Pensiero Poetante celebrato dalla premiata forneria Leopardi-Schopenhauer-Nietzsche, con gli ormai desueti successi furoreggianti in tutte le lingue del pessimismo più nero che più nero non si può, si è anche perduto il senso della tragedia greca, con la sacra disperazione dell’eroe sconfitto che sprofonda negli inferi, e più giù ancora, e poi ancora più giù. Tutto ciò è stato cancellato, come dice bene la poetessa e narratrice cubana Marilyn Bobes, nel suo ultimo libro di versi che è intitolato con il passaparola registrato nei calepini di tutti i poeti come l’ordine imperioso della nuova moda a cui occorre adeguarsi: cancellare il tutto!
Resta, tuttavia, la dolce grazia dei Frammenti, come dicono in duetto le due brave poetesse italo-francesi, per nascita e per elezione, Beatrice Bressan e Marilena Bianchi. Resta il diletto personalistico della ricerca del Sé, sfogliando con serena curiosità le testimonianze di vita e le sfumate occasioni, che, tuttavia, non sono più cariche della ben nota nostalgia montaliana, tra minimalismo e disfattismo, ma al contrario sono ornate da un virtuoso compiacimento psicanalitico, di indagine laboratoriale sui reperti poetici e sugli avvenimenti di vita vissuta: il tutto con grazia e con sorridente accettazione, in una sorta di comment ça va?, che non è affatto salottiero, ma che ha qualcosa del riposo del guerriero: quel gustarsi il piacere della sopravvivenza a tanta furia del passato, quel dedicarsi a riordinare i cocci, con l’adozione di frasi nette, efficienti, scabre, taglienti e precise, come il colpo di una affilatissima katana, la spada dei samurai e dei generali giapponesi, gli Shogunati, che non a caso sono ben evocati con sussurrata empatia nel testo.

Sandro Gros-Pietro

 

Le volume de poésie des écrivains Beatrice Bressan et Marilena Bianchi évoque, dès le titre, l’idée d’une réorganisation de ce qui reste après la tempête ayant dispersé et brisé l’ordre des choses. Sans vouloir recourir à la célèbre et souvent trop exploitée métaphore du Radeau de la Méduse, le tableau de Théodore Géricault, conservé au Louvre, est devenu un symbole artistique des situations d’entropie exacerbée: un bouleversement des règles et des habitudes, une perte des repères rassurants et des chemins familiers permettant d’orienter ses pas poétiques, guidés autrefois par le galateo in bosco, autrement dit par les bons manuels d’écriture littéraire. Ici, ce que les deux poétesses souhaitent indiquer, gracieusement et avec une acceptation sereine, c’est le naufrage de la Poésie dans la pleine fonctionnalité et l’ascension d’un discours placé au-dessus des ragots, qu’ils soient lyriques ou philosophiques. La lumière qui perçait les ténèbres semble désormais perdue, et, si l’on souhaite embrasser les maîtres du trio de la Pensée Poétique célébrée et primée – Leopardi, Schopenhauer et Nietzsche –, avec leurs succès désormais obsolètes dans toutes les langues, il reste pourtant un écho du pessimisme le plus noir, même si, ici, la tragédie grecque n’est pas oubliée. Il subsiste le désespoir sacré du héros vaincu qui s’enfonce aux enfers, et encore plus bas, et puis encore plus bas. Tout a été effacé, comme le dit la poétesse et conteuse cubaine Marilyn Bobes dans son dernier recueil de poèmes, intitulé d’un mot de passe inscrit dans les calendriers de tous les poètes: l’ordre impérial de la nouvelle mode à laquelle nous devons adhérer: tout effacer!
Il reste cependant la douce grâce des Fragments, comme le disent en duo les deux poétesses italiennes, par naissance et françaises d’élection, Beatrice Bressan et Marilena Bianchi. Il reste une recherche très personnelle du Soi, une exploration sereine des témoignages de vie et des occasions manquées. Toutefois, ces moments ne sont plus chargés de la nostalgie montalienne entre minimalisme et défaitisme. Au contraire, ils sont empreints d’une certaine complaisance vertueuse, d’une recherche poétique et d’une réflexion sur les événements de la vie vécue, tout cela avec grâce et sérénité, comme une sorte de «comment ça va?» qui n’est en rien frivole, mais qui a quelque chose du repos du guerrier: celui qui goûte le plaisir de survivre à tant de fureur du passé, qui se consacre à recoller les morceaux avec des phrases nettes, efficaces, dépouillées, tranchantes et précises, comme le coup vif d’un katana, l’épée des samouraïs et des généraux japonais, les Shogunats, qui ne sont pas évoqués par hasard avec une empathie discrète dans le texte.

Sandro Gros-Pietro

Dimensioni 135 × 205 × 5 cm
Anno Edizione

Mese Edizione

Giugno

Autore

,

Collana

Recensioni

Non ci sono ancora recensioni.

Scrivi per primo la recensione per “Fragments / Frammenti”

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati