Un passo e dopo un altro, poi un altro ancora.
Le poesie di Rinaldo sono come i passi lenti e veloci dei contadini.
Su e giù per i filari, nei sentieri dei boschi, sui bricchi di Langa.
Poesie che abitano la mente e il cuore, ti fanno pensare e ti portano lontano, o troppo vicino, perché sono dentro di te.
Basta soffermarsi tra i versi e tutto il mondo di Langa che è attorno, viene fuori, ti avvolge con dolcezza o con forza.
Sono poesie colme d’incanto nascosto, sempre attente e precise, figlie dell’anima più libera e pura.
I gesti innocenti e selvaggi della campagna, la solitudine, le feste, archetipi di pavesiana memoria che Rinaldo ha vissuto e rivissuto in prima persona, e tanto ha amato, sono ben presenti nella sua scrittura e nella sua vita.
Versi a volte semplici, a volte intricati e aggrovigliati, ma sempre carichi di tensione, di pathos ed emozione.
Un diario del vivere che alla fine è lo stesso nostro passeggiare la vita.

Guglielmo Willy Vaira

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