Franca Olivo Fusco è nota a ogni appassionato amante di Poesia, narrativa, teatro, cinema e saggistica, all’interno del vasto orizzonte umanistico, in quanto negli ultimi trent’anni ha dato alle stampe oltre venti volumi derivanti dalla sua attività di studio, indirizzata ai settori di cui si è detto e, allo stesso tempo, anche consistente nella pubblicazione di opere di sua ideazione creativa, in particolare modo con il recente libro, Le mie poesie riedite. La locuzione più adatta per definire Olivo Fusco potrebbe essere quella di “amica dei Poeti”, per i volumi da lei dedicati a Primo Levi, Maria Luisa Spaziani, Ketty Daneo e ovviamente Filippo de Pisis, senza contare i suoi studi sulla Divina Commedia. Ma altrettanto si dovrebbe dire dei suoi studi sul cinema e sul teatro lirico. Un’ulteriore locuzione adatta a definire la studiosa sarebbe quella di “divulgatrice della Poesia”, per effetto dell’insegnamento volontario svolto come vocazione presso l’Università della LiberEtà di Trieste. Vanno ricordati gli ultimi sette libri di Olivo Fusco: Primo Levi. L’uomo, il poeta; Il saccheggio della Commedia; Il femminicidio nell’opera lirica; Maria Luisa Spaziani; Il cinema fonte d’ispirazione per i poeti, oltre al già citato Le mie poesie riedite.
Il presente volume da lei curato, Filippo de Pisis. Scritti inediti, trae origini dal lascito ricevuto dal compianto Giampietro Tonon di un faldone di fogli battuti a macchina personalmente dal pittore e scrittore de Pisis. Tale lascito era giunto a Tonon niente meno che da Sandro Zanotto, critico d’arte, giornalista, scrittore e amico stretto di Filippo de Pisis, nonché autore della più particolareggiata biografia sul pittore. Tonon ricevette il manoscritto nell’imbarazzo di dovere rinunciare alla curatura e all’edizione degli inediti, e pensò di consegnarlo alla sua autrice e apprezzata amica di studi Franca Olivo Fusco, che già era in piena attività di svariate pubblicazioni. Ora il libro viene alla luce nella forma più riguardosa e curata, secondo i crismi riservati alle opere postume. Di straordinario interesse sono le poesie che si sovrappongono alla descrizione visiva della pittura, mentre le parti in prosa – pregevolissime quelle brevi quasi quanto una poesia – richiamano alla mente la superba serie di “raccontini poetici” pubblicati da Jorge Luis Borges, che insieme a de Pisis, e senza neppure conoscerlo, fu l’iniziatore di tale fortunato genere letterario.

Sandro Gros-Pietro

Anno Edizione

Mese Edizione

Aprile

Autore

Curatore

Franca Olivo Fusco

Collana

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