Il tenero legame d’amore tra Amedeo e Vittoria è il filo rosso che si dipana per quasi trent’anni di storia italiana. Il racconto inizia dalle ultime vicende della seconda guerra mondiale e si conclude alla fine del miracolo economico e all’albeggiare della contestazione globale del mitico Sessantotto. Ma non si tratta di un ro­man­zo rosa, perché il protagonista, di­venuto su­bito orfano di guerra, troverà nuovi genitori, vivrà l’infanzia fra le dol­ci colline del Monferrato, si trasferirà nella regale Torino, intraprenderà gli stu­di di Medicina che lo porteranno ad im­pegnarsi in Africa nell’associazione umanitaria “Cuori senza frontiere”. A Sulima, in Sierra Leone, conoscerà molte figure d’uomini va­lorosi come Padre James e molti ragazzi naufraghi della vita come Paky, che grazie alla missione laica della casa “Dove nasce l’arcobaleno” riusciranno nell’intento di costruirsi un’e­sistenza decorosa e ricca di impegno civile. Nella grande av­ven­tura africana non mancherà di trovare in Marocco la bellissima figlia Zaira di un ricco mercante locale che lo raccoglierà naufrago sulla spiaggia e lo accudirà con amore, proprio come fosse una novella Nausicaa che soccorre Ulisse nella terra dei Feaci. Non mancherà di trapassare le colonne d’Ercole di Gibilterra, ma questa volte in senso inverso, cioè dall’Atlantico verso il Mediterraneo, per fare ritorno a casa. Un rientro comunque drammatico. A Torino, sulla riva del Po, all’altezza degli splendidi giardini Cavour, Amedeo e Vittoria avranno la loro luna in terra, cioè il luogo di incontro delle loro anime innamorate, che è una semplice panchina dove i due giovani si ritrovano sia fisicamente sia soprattutto idealmente. Questo primo splendido romanzo di Fabrizio Olivero mette in risalto la dote di eccezionale cantastorie dello scrittore torinese, già noto per i suoi due libri di poesia, Poesie dalla caffettiera e Canti dai vigneti. Il libro presenta un in­treccio colmo di sorprese e di affascinanti de­scrizioni di ambienti diversi, tra Africa e Europa, Freetown e Parigi, un vero esempio di intrigo internazionale, decisamente architettato e orientato con grazia sapiente dallo scrittore nella soluzione a buon fine dell’eterna lotta del bene contro il male e della buona sorte capace di redimere dalla disgrazia: un ottimo libro da bere!

Sandro Gros-Pietro

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