Una ragazza, Margherita, sta per dare l’Esame di stato 2040 e le è stato chiesto di preparare un elaborato/ricerca sulla grande pandemia del 2020. Lei sa subito cosa fare: cercare le parole di suo padre. Vent’anni prima suo padre durante la quarantena era fuggito dal mondo e si era rifugiato nella Torre rossa, una proprietà della famiglia, da dove pensava di comunicare con l’esterno attraverso i moderni mezzi di comunicazione. Ma nella Torre rossa non c’era connessione, né digitale terrestre, né gps. Nulla. E così ha comunicato soprattutto con sé stesso. Tutto ciò Margherita lo scopre ritrovando i suoi frammenti. Il padre, per nulla amante né della lettura né della scrittura, cominciò a scrivere appunti, emozioni, ricordi, umori e malumori, sogni, incubi, speranze, commenti, sulle pagine bianche dei libri della grande biblioteca che sfogliava a caso. Così Margherita ricerca, libro dopo libro, centinaia e centinaia di frammenti del padre, poche righe, una pagina al massimo, e prova a rimontarli cercando di dare loro un ordine logico, cronologico, sentimentale. Durante la quarantena, che è stata doppia a causa della recidiva, ha ritrovato una compagna di giochi, la bambina Elsa, diventata la signorina Elsa 23 anni prima, quindi signora Elsa appena uscita da un matrimonio inadatto, e infine Elsa e basta. Margherita è stata concepita proprio alla fine della quarantena, grazie “all’unguento della luna”, come trova scritto in un appunto, ma non sa cosa voglia dire. Dovrà scoprirlo.

 

 

I Murazzi per l’inedito di Narrativa 2025 (Primo Premio)

Motivazione di Giuria:

Il romanzo La Torre Rossa di Giovanni Casalegno, narratore e autore di sei romanzi oltre numerosi racconti e collaborazioni editoriali di letteratura varia, svolge il tema della scrittura come rivelatore strumento di indagine dei fatti reali, in quanto la giovane protagonista Margherita, grazie alla ricomposizione degli scritti del padre rinvenuti sulle pagine bianche dei libri della grande biblioteca della Torre Rossa, riuscirà a ricostruire le vicende reali della vita. Il romanzo incanta sia per la facondia dello stile letterario, colto ed efficace, sia per la metafora di fondo attinente al valore dichiarativo e comprovante della verità attribuibile alla scrittura.

Dimensioni 210 × 150 × 7 cm
Anno Edizione

Mese Edizione

Giugno

Autore

Collana

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