I Murazzi per l’inedito 2020
(Dignità di Stampa Narrativa)

Motivazione di Giuria:

L’inconsueta opera di Roberto Morpurgo di intonazione umoristica, ironica e satirica non è facile da collocare tra le correnti letterarie né della tradizione né della modernità. Tuttavia, essa si avvicina agli esempi di piena libertà e varietà di scrittura tipici degli autori cosiddetti “Scapigliati” e, in tempi più recenti, alla prestigiosa figura di Cesare Zavattini, scrittore esponente sia del neorealismo sia del surrealismo.
La Giuria de I Murazzi per la Sezione di Narrativa Inedita attribuisce all’unanimità la Dignità di Stampa ai racconti Brevi infittite intermittenze nella diradata imminenza dell’Apocalisse di Roberto Morpurgo.

Avvertenza

Ho scritto queste brevi cose molti anni fa, ed era tempo di prenderne congedo. Vi intervenni, saltuariamente e a distanza di decenni, solo per apporvi pochi ma credo significativi richiami, non tanto all’epoca attuale ma più e soprattutto a quanto a quella d’allora mancava e manca. Rileggendo queste pagine: ogni epoca si compie solo perché incompiuta, e solo così si tramanda. Io porto in me quegli anni (gli Ottanta) come altrettanti tentacoli di medusa che hanno perso la capacità urticante ma non la diafana opalescenza che ne annunciava – e quanto tardi per potervisi sottrarre! – il ‘fastidioso’ contatto.
Nulla passa in verità: sola tangibile metamorfosi, l’angoscia si fa fastidio.
Gli è poi che un’epoca è di tutti e di nessuno: e solo perciò di qualcuno.
Di questa insolita – e poverissima – ‘proprietà’ danno conto le pagine che infine e senza più esitare mi accingo a – perché non azzardare un eufemismo? – condividere.
Qua e là – debbo pur confessare – ho apportato lievi ma spero significative modifiche allo stile: a un uomo non essendo concesso il belletto, se non nella forma di questa innocente ‘vendetta di penna’. Quattro racconti a questi intimamente apparentati (Dora, La pescatrice di coralli, La salvezza e Lo Specchio) sono apparsi nel 2017 nella silloge Lodola – insonnie e sortilegi (Fara, Rimini), interamente dedicata a ritratti ed evocazioni muliebri.
Desidero altresì precisare che alcuni degli scritti che danno corpo al libro (Ancora a proposito di cavalli e cavalieri, Un canguro, Un palmo di terra, Quin, Ganz, Il Wallaby, Dafort, Imbarcadero) nacquero in anni anagraficamente diversi ma meteorologicamente tanto affini agli originali da suggerirne il ‘rimpatrio’.

r.m.

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