15,00 €
Autore: Francesco Felis
Editore: Genesi Editrice
Formato: libro
Collana: Novazioni, 104
Pagine: 112
Pubblicazione: 2025
ISBN/EAN: 9791281996588
Introduzione
Si creano a volte delle narrazioni, anche in materie che si definiscono scientifiche, che fanno ricorso alla “matematica”, al ragionamento logico, narrazioni che devono essere oggetto di analisi. A tale proposito l’economia in passato è stata definita anche come “la meccanica celeste di un mondo inesistente”. L’economia, come sistema di principi e leggi, può creare e dare forma a un mondo concettualmente o teoricamente inesistente? L’economia, in questo senso, non è la meccanica celeste in sé, ma un modello o un’ideologia che plasma la percezione della realtà, dando ordine a struttura anche a concetti che non hanno riscontro fisico o pratico? Mondo inesistente perché si riferisce a un’utopia(economica) a un sistema ideale non realizzato o ad un’astrazione teorica? L’economia definisce le “regole del gioco” di questo mondo ipotetico, facendolo apparire logicamente coerente anche se non esiste nella realtà?
Il mio sarà un discorso sul metodo rafforzato con riferimento a due esempi. Cosa è un mito?
Una figura è mitica perché attiene ad una narrazione, ad una credenza: il mito è soprattutto un racconto dove c’è una storia da presentare, che ha dei lati di diverso colore, patetici, a volte terribili. Si parla di mito quando ci vengono poste domande e la loro risposta supera la capacità di comprensione di chi le pone. Ma che ruolo ha la razionalità?
Il mito non è una leggenda che è caratterizza solitamente da un racconto tradizionale ma con una base storica, come nelle leggende di Re Artù o Robin Hood. Il mito può servire magari per legittimare e sostenere un assetto che si vuole raggiungere o mantenere (tipo potere regale… o un piano politico o un certo mainstream economico) ma comunque non reale. La leggenda si fonda su fatti storici.
Spesso la concorrenza perfetta, uno dei due esempi cui farò riferimento, può apparire dunque, come una rappresentazione ideale o ideologica della realtà che, viene proposta in genere da una élite intellettuale o politica, per cercare il suo accoglimento da un popolo o da un gruppo sociale? Almeno un desiderio o speranza ritenuti irrealizzabili, ma che si cerca di far accogliere comunque, non dico con una fede di carattere mistico, ma con una notevole dose di astrazione dalla realtà?
Il mito si occupa di argomenti importanti per l’esistenza di una comunità. Raccontando le origini del mondo, del popolo, ma anche delle singole istituzioni, esso non intende offrirne una spiegazione causale, bensì legittimarle e sanzionarle, proiettandole in un tempo ideale e un po’ favolistico, fornirle la giustificazione spesso religiosa e soprattutto nel nostro caso la garanzia di immutabilità e attendibilità. Che spesso, nel passato, veniva data con una giustificazione religiosa, poi etica e, oggi, ne prescinde. Perciò il mito è funzionale alle forme di esistenza della comunità e nello stesso tempo fornisce i modelli dell’attività umana.
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a cura dlel’Autore
| Dimensioni | 210 × 150 × 8 cm |
|---|---|
| Anno Edizione | |
| Mese Edizione | Novembre |
| Autore | |
| Collana |
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