16,00 €
Autore: Amato Maria Bernabei
Editore: Genesi Editrice
Formato: libro
Collana: Le Scommesse, 717
Pagine: 176
Pubblicazione: 2025
ISBN/EAN: 9791281996380
PREFAZIONE
Identificabile come gentilhomme des lettres, arts et musique del XXI secolo italiano, Amato Maria Bernabei vive giusto a cavallo della nascita del terzo millennio, anche se è andato sempre più raccogliendo consensi negli anni della sua piena maturità, non già per una forma di maturazione tardiva, ma decisamente per un tardivo riconoscimento della sua straordinaria valenza culturale e creativa, che affonda le radici stilistiche nelle forme della tradizione di oltre sette secoli della letteratura italiana, cui si aggiungono i geni caratteristici derivati dalle origini greco-latine, ma ha concentrato i contenuti in un avvaloramento delle tematiche più fondanti della modernità contemporanea, le quali sostanzialmente possono essere ricondotte a un’unica terna: in primo luogo, il mito della Poesia come eternatrice dei valori dell’umanità e dei suoi singoli componenti; in secondo luogo, come cantore dell’enigma indecifrabile del tempo, che scientificamente ha un valore relativistico agganciato alla velocità, mentre umanisticamente ha una qualificazione di eternità mutevole, e pertanto appare un’aporia irrisolvibile, perché ciò che è eterno non potrà mai essere mutevole; terzo luogo è il tema dei valori di civiltà su cui investire la propria brevissima presenza di una seppur lunga vicenda umana, che, alla data corrente e nel suo caso, è già in vista di età ottuagenaria e più.
Bisogna certamente rifarsi a Ugo Foscolo per ritrovare la valorizzazione della poesia come funzione eternatrice dei valori dell’umanità. Certamente la Poesia ha saputo cantare, nel profluvio dei secoli, una pluralità di tematiche: l’eros, la ricerca della coscienza e della conoscenza, il coraggio e l’eroismo, la mistica e la santità, la bellezza estetica e quella etica, i vizi e le tentazioni, il ludibrio e la casualità, la progettazione e l’impegno ed altri aspetti dei valori e dei disvalori umani. Ma in cosa consiste il canto specifico della Poesia, se tutte le tematiche appena elencate sono di per sé stesse oggetto di discipline specializzate? La specificità sta nella forma della dizione: ci chiarisce distintamente il Nostro. Significa che, al di fuori della forma specifica, la Poesia non esiste, perché la scrittura diviene, se non ha stile poetico, prosa o documentazione o diaristica o che altro, ma non è più Poesia. Come dire che una farfalla se non ha le ali, non la si potrà definire farfalla. Forse, potrà essere una cicala o una formica, ma certamente non sarà una farfalla, colorata e spettacolare, come compete che sia la Poesia.
La funzione eternatrice, per un uomo del XXI secolo, come insegna Amato Maria Bernabei, consiste nel mostrare empatia ed affezione verso le persone che più profondamente hanno influito sulla vita e sulla formazione culturale del Poeta: la madre, i fratelli, gli amici, i maestri, gli scrittori più letti e più amati dal Poeta. Non ha alcun senso che il Poeta perda il suo tempo ad interessarsi anche di uomini politici, guerrieri, dittatori o biscazzieri vaniloquenti con i quali non abbia maturato uno specifico rapporto di formazione del suo pensiero poetico, perché vale la regola fondamentale: la Poesia si alimenta di Poesia, perché la Poesia è un valore autonomo della cultura umana, come lo è la fede e come lo sono pochissime altre forme di esperienza umana, come la musica. E quali altre?
L’enigma del tempo è centrale nella tematica della poesia contemporanea. Proviamo a chiederci: in che tempo vive un poeta? Montale specifica che per il 5% egli vive nel suo tempo, ma per il rimanente 95% egli vive nell’altrove, che la sua immaginazione è in grado di costruire. Similmente, potremmo dire di Amato Maria Bernabei, il quale dedica pagine e pagine dei suoi versi al fratello Mauro, alla madre, alla sorella Liana, agli amici poeti e musicisti, ma contemporaneamente è anche amico di Catullo e di Plinio e con l’immaginazione rivive pienamente i tempi dell’antichità greco-latina. Come insegna Jorge Luis Borges la dote poetica più affascinante di uno scrittore sta nella sua immaginazione. Se la Poesia, per Leopardi, poeta tra i massimi dell’Ottocento, consiste principalmente in “pensiero poetante”, per i poeti del XX e, ci si augura, del XXI secolo, la Poesia è prima di tutto “immaginazione poetante” e, di conseguenza, anche “pensiero poetante”, in senso leopardiano e filosofico. Dunque, la fantasia è il motore centrale del canto poetico in Bernabei, il cui uso delle figure retoriche è continuo e straripante, in primo luogo allegoria, metafora, sineddoche, similitudine, paradosso, ossimoro, metonimia, e poi a seguire. L’uso frequente della figura retorica è già il primo battito d’ali della farfalla che smette di essere cicala o formica, ma diviene, semmai, allegoria dell’una e dell’altra.
I valori umani prescelti da Amato Maria Bernabei sono rappresentati in primo luogo dal sentimento di empatia che egli rivolge alle altre persone e con cui costruisce dei legami e delle corrispondenze. Non contano, per lui, le variabili esteriori del successo, come dire la fama, l’arricchimento economico, il potere politico, ma conta, invece, la carica di umanità e il dialogo degli umani sentimenti: è questa la variabile che fa scattare nel Poeta la sua massima capacità di immaginazione, grazie alla quale il canto si manifesta: la farfalla vola, le parole diventano luce, si vestono di significati e sfiorano il mistero.
Gli apparati letterari a disposizione del Poeta, in Più bello e più terribile, e da lui impiegati con elegante maestria sono complessi: la confidenza con la metrica, l’uso dell’endecasillabo, sovente spezzato in due emistichi, la riproposizione del sonetto con diverse forme di rima, il sonetto elisabettiano adottato anche da Shakespeare, le rime al mezzo, le assonanze e molti altri accorgimenti capaci di rendere il suono della declamazione una continua modulazione di richiami ecolalici, di appoggi, per suoni e per significati, con varianti morfologiche e con passaggi grammaticali dal transitivo all’intransitivo, in una padronanza esemplare della regola e delle sue eccezioni. L’obbiettivo è quello di raggiungere una pienezza di pensiero e di immaginazione, talvolta anche con l’ideazione di una formula breve, non tanto lapidaria o aforistica, ma, invece, come un cammeo, un gioiello di parole cesellato con arte sopraffina di corrispondenza fra contenuto ed espressione. Tutto ciò fa di Amato Maria Bernabei un poeta di altissimo prestigio letterario.
Sandro Gros-Pietro
| Dimensioni | 150 × 210 × 13 cm |
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| Autore | |
| Anno Edizione | |
| Mese Edizione | Giugno |
| Collana |
14,00 €
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