Il libro di Riccardino Massa dedicato alla Resistenza nel Canavese e nelle Valli di Lanzo assume un valore significativo sotto almeno tre punti di vista. Per prima cosa costituisce un importante arricchimento agli archivi della memoria storica per quanto è avvenuto nelle aree interessate, con una dettagliata documentazione anche sulle “storie minime” che riguardano l’eroismo patriottico di uomini e donne, cui è rivolto dall’Autore un devoto omaggio, nel pronunciare il commosso appello per nome e cognome, in qualità di eroi nazionali. In secondo luogo perché rappresenta un’estensione del concetto di Resistenza, non più incentrato solo sulla figura del guerrigliero partigiano, ma anche esteso al sacrificio di onore e di sangue che le forze militari italiane regolari resero come contributo al futuro dell’Italia libera rimanendo fedeli all’armistizio dichiarato dell’8 settembre 1943, con la conferma della fine della partecipazione italiana alla seconda guerra mondiale. In terzo luogo perché è un’accorata testimonianza della condivisione di popolo, necessariamente silenziosa e soffocata, ma altrettanto sentita e spontanea, a sorreggere e a diffondere in ogni modo possibile l’azione della Resistenza contro l’ex-alleato tedesco, il quale anziché accettare l’uscita dalla guerra dell’Italia si è trasformato da Paese alleato in Paese conquistatore. Riccardino Massa concentra la sua attenzione su questo contenuto sostanziale di comune pa­triottismo, che ha reso così generalizzata la Resistenza a tutto il popolo italiano del Nord, cioè alle zone dove le truppe tedesche cambiarono in un amen la loro maschera da alleati amiconi in conquistatori sanguinari, avvantaggiati dal fatto di essere già al­l’interno del suolo italiano. Nessun italiano poté sopportare l’angheria nazifascista dei venti mesi di occupazione tedesca, cui corrisposero i venti gloriosi mesi della Resistenza italiana. È stata l’indignazione per la crudeltà inflitta da chi fino al giorno prima si spacciava per difensore dell’Italia a rendere l’azione della Re­sistenza così eroica e indimenticabile agli occhi del nostro popolo: un valore nazionale di rinascita e di affermazione della libertà nel segno della Patria comune, difesa e rifondata proprio dall’azione di guerriglia armata, spalleggiata dal consenso collaborativo della popolazione civile. Il libro di Riccardino Massa ha un fondamentale valore non solo di celebrazione dei fatti storici avvenuti, ma anche di grande riconciliazione e di speranza per il futuro del­l’Italia, che nella Resistenza si è cementata e si è purgata, col sacrificio del proprio sangue, da ogni addebito per la conclusione autonoma della guerra. Forse, resta ancora un’ultima difficile pagina di storia da scrivere: comprendere e assolvere fino in fondo la totalità dei soldati italiani inquadrati dal fantoccio della Repubblica di Salò, i quali hanno dovuto contro il loro volere seguire un’insegna in cui non credevano e hanno subito lo scellerato destino di ostaggi in mano a un folle regime dittatoriale.

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