PREFAZIONE

L’ultima raccolta di poesie di Lucia Montauro riconduce nel suo mondo poetico, di cui si confermano alcune costanti.
Ad iniziare dal titolo Mediterraneo cangiante perlage il mare, anche altrove insistentemente richiamato, ancora una volta si impone non come dato naturale o geografico-spaziale esterno, ma come elemento interiorizzato del vissuto.
Mare che rinvia a scogliere marine rifugio di gabbiani stanchi di volo, ma anche a dissolvenze del sé e ritorno a una condizione primaria nell’abbraccio simbiotico materno.
Viaggi, transiti, sogni, memorie “come preziose conchiglie e / gelsomini del Madagascar”, visioni portate dall’onda della notte prendono forma e si trasformano in riflessione poetica.
In queste poesie sembrano farsi più insistenti gli interrogativi esistenziali e filosofici nella ricerca di una ulteriorità.
L’insieme è una musica antica, magia di flauti che ci avvolge, affascina e trascina verso la parte migliore di noi, verso un non-ancora nel divenire realtà.

Nereide Rudas

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