Nato a Camogli (Genova) il 7 novembre 1962, laureato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Genova, avvocato (per caso, probabilmente per sbaglio e comunque, infine, per rassegnazione), svolge la propria attività professionale dall’ormai lontano 1987 operando essenzialmente nel settore del Diritto della Famiglia e delle Persone.
È, però e soprattutto, un appassionato della Parola, in ogni sua forma, ed applica anche nella redazione degli atti quella ricerca e quel piacere letterari che lo aiutano nel sostenere il peso e la responsabilità della Professione. E allora scrive, e scrivendo si consola (Guccini, Cirano).
In particolare, in questi ultimi, complicati, anni ha riscoperto la vocazione per la Poesia, vera e grande passione che non praticava dal tempo, remoto, del Liceo (il Lettore scoprirà, qui, un sonetto d’epoca).
Dopo alcuni riconoscimenti in importanti Premi Letterari e l’inserimento di sue opere in prestigiose Antologie ha pubblicato, per Genesi Editrice (Torino, 2023) e con la prefazione di Sandro Gros-Pietro, Da queste assi, stelle solo le viti, la sua prima raccolta di poesie, premiata con la Dignità di Stampa al Premio I Murazzi 2023, con la Menzione d’Onore dalla Giuria del Premio Nazionale Alda Merini 2024, con il Diploma d’Onore al Premio Roma International 2025, e con la Menzione di Merito al Premio Nazionale Metropoli di Torino 2025, Finalista al Premio Internazionale Mario Luzi 2024, Premio della Critica nell’ambito della XIII Edizione del Premio Letterario Nero Su Bianco – Mino De Blasio (San Marco dei Cavòti, 2025) e Seconda Classificata al Premio Internazionale La Via dei Libri – Città di Pontremoli, 2025.
Guardo le mie radici in un bicchiere è la sua seconda silloge che raccoglie, come la precedente, poesie scritte, rigorosamente a matita, su una panchina dell’“Isola delle Chiatte”, nel cuore del Porto Antico di Genova, o sulla terrazza di casa, dalla quale quella panchina si scorge, con le sole eccezioni di (Io sono il) figlio unico, ideata e composta sulla spiaggia di Mazzo di Sciacca (Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, Trapani), di Ho visto e vedo, nata sulle Dolomiti Ladine, e, ovviamente, del Sonetto presuntuoso, che risale al 1979 (la traccia d’epoca di cui si diceva). Alcune delle opere inserite in questa raccolta hanno già ottenuto notevoli riconoscimenti.
Ho soltanto bisogno di un titolo è stata insignita del “Provenzalino d’Argento” alla XII Edizione del “Premio Letterario Nero su Bianco – Mino De Blasio” (San Marco dei Cavòti, 2024), ha ottenuto il Primo Premio alla VII Edizione (2024) del “Concorso Letterario di Poesia e Narrativa Gianni Di Benedetto e Piero Franzosa” ed è stata selezionata per l’inserimento nell’Almanacco 2025 Tutidì – Amica Poesia (Genesi Editrice, Torino, 2024).
Dobbiamo camminare nel vuoto ha ottenuto il Secondo Premio alla VIII Edizione (2025) del “Concorso Letterario di Poesia e Narrativa Gianni Di Benedetto e Piero Franzosa”. (Io sono il) figlio unico ha ottenuto il Quinto Premio nell’ambito della XXI Edizione del Premio Nazionale “Metropoli di Torino”, con inserimento nell’Antologia del Premio.
Le poesie (Io sono il) figlio unico, Ho soltanto bisogno di un titolo e Guardo le mie radici in un bicchiere sono state inserite nell’Antologia Voci dai Murazzi 2024 (Genesi Editrice, Torino, 2024).
Ha già portato per tre volte, tra il giugno 2024 ed il giugno 2025, le proprie opere – in particolare Rivetti a dar forma all’ala e Appeso a terra, contenute in Da queste assi, nonché Ho soltanto bisogno di un titolo e (Io sono il) figlio unico, inserite nella raccolta Guardo le mie radici in un bicchiere –, insieme ad altri testi appositamente composti, sulle “assi” (è il caso di dirlo!) del palcoscenico dell’Auditorium Eugenio Montale, presso il Teatro dell’Opera Carlo Felice di Genova, recitando nello spettacolo teatrale “Prelievo di Talento” (con il patrocinio dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova per la regia di Alessandra Bozzo e Simona Sdraffa).

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