Luigi Mazzella è uno scrittore di ampia ed eccellente produzione narrativa. La dimensione della sua scrittura è andata crescendo negli anni, in campo letterario, tra narrativa, saggistica e poesia, fino a prevalere sulla sua pur ampia produzione di opere giuridiche. Oggi Luigi Mazzella si segnala come uno dei massimi autori italiani realizzatori del romanzo-saggio, come Emanuele Trevi, Tommaso Pincio, Valerio Magrelli, Francesco Pecoraro, Edoardo Albinati, Antonio Franchini, Nicola Lagioia e altri ancora. Se volgiamo lo sguardo oltre gli italici confini, diciamo che possono essere indicati come maestri del romanzo-saggio contemporaneo lo scrittore americano prematuramente scomparso David Foster Wallace e lo scrittore francese, attualmente in massima voga, Michel Houellebecq.
La vicenda ha per protagonisti un triangolo, composto dai due coniugi: il marito Filippo Timaso, quarantenne originario di una benestante famiglia salernitana – nei cui panni possiamo scorgere una proiezione autobiografica seppure deformata dello stesso Mazzella – e la moglie Lena Powell, appartenente a una famiglia di elevata cultura, con genitori entrambi professori d’università, padre inglese e madre italiana. Il terzo vertice del triangolo è la bellissima Dorothy, già amica di Filippo: una ragazza austriaca che piomba a Parigi con l’intenzione un po’ visionaria di sfondare come mannequin nel mondo dorato degli stilisti. Dorothy si unisce invece con il sedicente Pierre Le Font, antiquario affarista e socio del night club La Loco. Tale oscuro individuo finisce per svolgere un ruolo determinante nella vita sfortunata di Dorothy, in quanto la mette incinta quando ancora è minorenne. Si precipita dall’Austria la madre di Dorothy che costringe in modo au­toritario la coppia a sposarsi. In tale modo la bella Dorothy si ritrova a essere madre di Isabelle all’età ancora immatura di appena diciassette anni. Dorothy inizia un movimento a pendolo tra l’attrazione che prova verso il triangolo con Filippo e Lena da una parte, e i suoi sogni di affermazione alternativa vuoi per proprio conto vuoi nel tentativo presto naufragato di avere una famiglia serenamente tradizionale con il marito Pierre. Si innesca in Dorothy un procedimento di degrado della personalità che via via diventa una china.
Luigi Mazzella è anche un appassionato cinefilo e critico cinematografico, autore di numerose rassegne di film. Tra i molti suoi registi prediletti, un posto particolare è riservato a Luis Buñuel, come già il titolo del romanzo lascia intendere. Viridiana, nella famosa pellicola del maestro spagnolo, irretisce la sua sessualità imponendosi la castità forzata del regime monacale. Nel romanzo di Mazzella, l’atto d’avvio della vicenda è certamente la violenza carnale subìta da Dorothy a opera del futuro marito Pierre. Tale violenza viene definitivamente sancita con l’imposizione del matrimonio e della maternità. Dorothy inizia, in tal modo, il pendolo dissociativo della personalità, alternando il suo comportamento tra ciò che vorrebbe essere e ciò che invece dovrebbe essere, secondo la logica borghese.
È evidente che l’intero romanzo presenta una critica severa dei fondamenti anti-liberali della società borghese, ed ecco allora che tutta la produzione cinematografica di Luis Buñuel diventa una sponda di continuo omaggio assertivo alle riflessioni filosofiche, religiose, politiche ed economiche che lo scrittore Mazzella sdipana lungo la trama narrativa. Il punto di partenza della critica di Luigi Mazzella sta nello smascherare la truffa religiosa consistente nel fare traguardare lo sguardo a un altro regno: in altre parole, la religione invita a credere in ciò che non si vede, non si ode e non si esprime, e quindi fa di ogni credente le tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano. Il romanzo-saggio di Luigi Mazzella ha come referente filosofico Baruch Spinoza, il filosofo ebreo, scomunicato dalla sinagoga, l’ateo per antonomasia, che ha fatto dell’ateismo la condizione di vittoria sul teismo. Tuttavia, l’ateismo spinto a oltranza potrebbe condurre all’adozione di un pessimismo cosmico e senza via di scampo, di memoria leopardiana o schopenhaueriana. Diviene allora necessario, per un romanziere che voglia formulare delle ipotesi di ricerca della felicità, attenersi a una formula generica di continua indagine sperimentale delle possibilità della vita mantenendo sempre aperta la via di fuga della contraddizione, secondo il principio illustrato da Walt Whitman, “Mi contraddico? Ebbene, sì: mi contraddico! Posseggo le moltitudini”: una scelta ossimorica, che prevede sia l’affermazione sia il suo contrario.
Mazzella aveva già anticipato a grandi linee l’intero suo pensiero filosofico nel bellissimo libro La baia del dubbio, del 2009, in cui sosteneva che “l’unica certezza è sapere mantenere la mente aperta a ogni dubitazione”. Ciò demanda alla visione di una società e di una cultura in continua trasformazione, dove assolutamente nulla possa essere assunto come dato di incrollabile certezza. Approdiamo allora alla società liquida, in continua trasformazione di sé e dei propri fondamenti, che è la visione trasformativa sviluppata dal pensiero di Zygmunt Bauman. Sarà questo il nuovo tema del prossimo romanzo di Luigi Mazzella?

Sandro Gros-Pietro

1 recensioni per Viridiana nella mente

  1. Mario Zunino

    Un’opera affascinante, che non ho potuto soltanto leggere per poi riporla in uno dei miei traboccanti scaffali. Personalmente sono un divoratore di letteratura, ma questo un libro che si deve rileggere, più volte, per carpirne gli sfaccettati significati ed essere stimolati a riflettere. È un libro che richiede lettori non digiuni di cinematografia, già per il suo intrigante titolo che si rifà a un capolavoro di Luís Buñuel, “Viridiana” appunto. L’ho visto due volte, e ho letto il romanzo a cui si è liberamente ispirato il regista, “Halma” di Benito Pérez Galdós. Tutto per riuscire a districarmi tra le citazioni storiche, le disquisizioni etiche e sociologiche, punteggiate da episodi di fortissimo erotismo, che coinvolgono ben presto, assieme ai due protagonisti, una terza figura femminile. I protagonisti, Filippo Timaso napoletano, Lena Powell americana di origini inglesi e italiane, si incontrano a Parigi per un master alla Sorbona sul cinema, con una retrospettiva del grande regista spagnolo Buñuel e fanno subito coppia. Li unisce una fortissima attrazione fisica, ma anche vasti interessi culturali condivisi e il comune atteggiamento antireligioso. “Il mio ateismo, come quello di Lena, figlia di due persone laiche, è leggero, aereo, secondario rispetto ai problemi concreti dell’esistenza”- così Filippo. L’opposizione alle religioni, e a filosofie politiche diffuse, come fascismi e comunismi nelle loro molteplici varianti, si estende anche al campo della morale sessuale corrente, che soprattutto Filippo ritiene risalire al maschilismo precedente anche alla comparsa delle religioni monoteistiche, più o meno tutte sessuofobiche. La sessualità per loro deve godere di un’assoluta libertà in ogni sua manifestazione. Il terzo personaggio, a mio parere il più intrigante, è Dorothy, “l’amica austriaca che sotto tale profilo aveva idee piuttosto tradizionali”: diciassettenne malmaritata, già madre di una bambina, Dorothy oscilla fra il tradizionalismo inculcatole dalla madre cattolica intransigente e il suo desiderio di libertà, intellettuale e personale. Presto affascinata dalla visione del mondo di Filippo e Lena, si unisce a loro in lunghe disquisizioni filosofiche e sociologiche, precedute o seguite da parentesi di un erotismo a tre a volte parossistico. In Lena il rapporto fra l’ansia di libertà totale, e le remore che le vengono dal matrimonio e dalle maternità, è sempre conflittuale, in modo più o meno latente. Filippo e Lena invece mantengono la loro visione del mondo, senza cedimenti e neppure tentennamenti, sempre più convinti però che questo isola loro stessi, e i pochi pensatori veramente liberi, dalla società permeata di tradizionalismo. “Viridiana nella mente” ha molte chiavi di lettura. La mia, del tutto soggettiva, è quella dell’inevitabile sconfitta del libero pensiero agli occhi del mondo. Altri avranno posizioni diverse, magari opposte alla mia, su questo coinvolgente, difficile libro. Lascio due links per i lettori più curiosi Mario Zunino

    https://www.youtube.com/results?search_query=viridiana+film+completo https://books.google.it/books/about/Halma.html?id=vUHehpDHHAMC&printsec=frontcover&source=kp_read_button&hl=es&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

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