15,00 €
Autore: Gualtiero Lelli
Editore: Genesi Editrice
Formato: libro
Collana: I Frombolieri, 132
Pagine: 120
Pubblicazione: 2025
ISBN/EAN:9791281996274
Prefazione
Il trionfo del pessimismo nella poesia moderna ha una nobile discendenza filosofica dalla triade Leopardi-Schopenhauer-Nietzsche, cui si aggiunge una divulgazione più barricadiera e modaiola, sviluppatasi nel grande maledettismo esercitato dai poeti francesi, i cui temi preferiti sono stati l’indole trasgressiva e provocatoria, lo stile di vita apatico e poco socievole, la visione totalmente pessimistica del futuro della società e della capacità di sopravvivenza dell’umanità, lo sbeffeggiamento del potere borghese e del cosiddetto liberalismo, una visione sprezzante della religione e di ogni forma di etica e di eguaglianza, in quanto considerata un autentico trucco demoniaco. La matrice maledettista, all’ombra della Tour Eiffel, aggiungeva, al menu letterario appena descritto, anche una feroce e caustica polemica con gli ambienti tradizionalisti e conservatori della letteratura. Noi tutti sappiamo che il maledettismo francese si guadagnò la corona di massima voce della Poesia moderna, per cui Baudelaire, Verlaine, Rimbaud e Mallarmé divennero i quattro moschettieri al servizio della Poesia Moderna e progressista, almeno fino a metà del secolo scorso. Ricordo le lezioni universitarie impartite da Maria Luisa Spaziani, grande francesista, che ruotavano sempre intorno al concetto che “noi tutti siamo nipotini di Rimbaud”.
Nella seconda metà del secolo scorso, improvvisamente la cultura occidentale si accorse dell’imparagonabile grandezza del poeta argentino Jorge Luis Borges, sostanzialmente filosofo, ma non più catturato dal grigiore della ragione come unica dea, bensì aperto alla dimensione del fantastico e dell’immaginario, interpretati come la sola possibilità concessa all’intera umanità di uscire “a riveder le stelle”. Fu praticamente una grande abbuffata di gioia. Lo scrittore Mario Vargas Llosa si affrettò a definire Borges “il più grande scrittore in lingua spagnola dopo Cervantes”. Infatti, Cervantes fece da spartiacque al poema cavalleresco: prima di Cervantes i cavalieri epici sono degli eroi omerici, ribaltati nel medioevo, combattono per la cristianità, l’amore, l’autorità del re. Dopo Cervantes, i cavalieri divengono degli enigmatici individui alla ricerca di sé stessi: il nemico non sta più sui campi di battaglia, ma nelle problematiche del loro cervello e del loro inguine. Identica sorte tocca al truce pessimismo leopardiano, cioè al noto “principio d’amarissimi casi ordine immenso”. Infatti, prima di Borges il dovere del poeta consiste nel riconoscere la sconfitta dell’uomo, l’attesa ineluttabile della morte, il continuo peggioramento della storia umana, inevitabilmente incamminata all’autodistruzione. Dopo Borges, il pessimismo consiste nell’esposizione narrativa dell’ironia grottesca e caustica di ogni racconto pessimistico: quell’accanito pestare nel tino – elegantemente Gualtiero Lelli parla di pevera – per fare comunque uscire la tragedia dall’imbuto: un’impresa non indifferente, nello spettacolo giornaliero di otto miliardi di esseri umani che, loro malgrado, continuano a crescere e a prosperare, sempre a contatto con le guerre, le malattie, le carestie, le catastrofi naturali, i cambiamenti epocali del clima, con effetti sulla fauna e sugli animali, esattamente come è già avvenuto da qualche milione d’anni a questa parte.
Gualtiero Lelli, pagina per pagina, ricostruisce mirabilmente l’insistenza paradossale del pessimismo. Abbiamo visto Cervantes prendere in giro il cavaliere medievale, la sua pazzia confusa con il buon senso, il suo amore immaginario, le sue visioni strampalate. Così, similmente, vediamo Lelli, nel suo Viaggio nella città maledetta, andare a passeggio per la storia della letteratura, ricostruire le dimensioni laiche e religiose della visione pessimistica sempre presente nella storia umana, e raccontare, tra realtà e immaginazione – seguendo l’esempio di Borges – le manifestazioni più disastrose ed epocali; entrare nelle pagine della Bibbia, e successivamente, con lo stesso tempismo e con l’identica continuità di accenti e di argomenti, entrare nelle pellicole cinematografiche più recenti, per ritrovare le stesse tematiche, in una liquidità di tempo sfuso e di situazioni parallele, come Le Vite di Plutarco: Lelli conduce un viaggio di documentazione che è sia denuncia sia profezia, ma anche finzione e immaginazione. Tocca al lettore sapere godere in contemporanea dello spettacolo della tragedia, del grottesco e della comicità, che il libro contiene.
Viaggio nella città maledetta può funzionare come il tunnel dell’orrore nei baracconi di Carnevale o come il nuovo allarme malthusiano sulla crescita della popolazione scoordinata rispetto alla crescita delle risorse. Non è una scelta tra l’opzione della ragione e quella dell’immaginazione, ma è la doppia valenza di un’opera letteraria moderna, che adotta con ingegno la pluralità dei codici di struttura e di sviluppo.
Sandro Gros-Pietro
I Murazzi per l’inedito 2025 (Primo Premio di Poesia)
Motivazione di Giuria:
Il volume di Poesia di Gualtiero Lelli, Viaggio nella città maledetta, si compone di tre parti distinte, ma congruenti e in armonia di atteggiamento del Poeta rivolto sia a sé stesso sia all’intera società umana, sostanzialmente ritenuta accidiosa e bassamente intrigante. Le composizioni hanno un andamento narrativo, ma con forme e con cadenze tipiche dell’espressione intensa della poesia, anche contrassegnate da una graffiante ironia e da aspetti di calibrato cinismo. L’ultima parte eponima del volume consiste nell’immaginazione tragica di un viaggio a Sodoma, tale da collegare con un ponte surreale la realtà odierna con la fine nel fuoco della città relativa all’antichità biblica.
Si apprezza il calibrato riferimento ad alcuni autori del passato sia remoto sia pressoché contemporaneo e la cura del linguaggio poetico, che affianca alla parlata quotidiana, talvolta anche con inserti scurrili, la preziosità di vocaboli rari, che denunciano la confidenza non comune con la ricchezza e la densità delle espressioni più colte.
| Peso | 0,3 kg |
|---|---|
| Dimensioni | 13,5 × 20,5 × 9 cm |
| Autore | |
| Mese Edizione | Aprile |
| Anno Edizione | |
| Collana |
10,00 €
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