Prefazione

In Ventaglietto Dora Mauro ci offre una nuova chiave di lettura della sua scrittura, ma, ancor più, della sua personalità spigolosa e pur dolce, schiva e al tempo stesso socievole, interessata e partecipe quan­­to indifferente e quasi estranea al fluire dei giorni e degli avvenimenti.
Da ogni stecca del suo immaginario ventaglio escono le istantanee, ora riflessioni personali, ora aforismi, ora pungenti satire, ora lampi di sensazioni e sentimenti che la coinvolgono nel profondo o la sfiorano appena e che spaziano dalla gioia al dolore in una vasta e profonda gamma di sfumature. Dispiegandolo a poco a poco il ventaglio rivela rime in cui le parole vibrano e si trasformano in musica o si fondono per dar vita a pennellate di colore in continua trasformazione; dietro ogni verso, dietro ogni parola c’è l’essenza dello spirito indipendente e forte di Dora che si fonde con l’intensità dei sentimenti che la permeano.
Poi il ventaglio si apre completamente per lasciar trapelare il connubio fra nostalgie, ricordi e sofferenze con la dolcezza che nasce dal profondo del suo cuore e che sa dialogare con quello di ciascuno di noi perché è la vita stessa che parla.
Non ci resta che scoprirla ed ascoltarla insieme a lei. Grazie, Dora.

Elena Vittolo

Ubi libris, ibi opes

La festosità dei colori unita alla concatenazione degli eventi, entrambe celebrate dalla sapienza della parola scabra e netta, nella potenza ammaliante dei significati, rappresentano la forza di queste realizzazioni di scrittura breve, autentici esempi magistrali per una scrittrice esperta come Dora Mauro.
La felicità e la completezza della descrizione ri­chiama alla mente la nudità del tratto artistico del Picasso illustratore: un filo di inchiostro campisce il foglio e sdipana nella diafanità del bianco una storia antica e pregna di significati d’attualità.
L’occhio di Dora coglie sempre l’ironia, il comico, l’aspetto basso della vita, che è nobilitato dalla sua essenzialità, dall’urgenza di esprimersi, dall’unicità irripetibile del microscopico, ma anche meraviglioso cosmo in cui si contiene, come la forza del fiore che si apre al sole, nella consapevolezza del­l’effimera esistenza che lo possiede. Il tragico fa da contrasto al comico, così come il sublime pa­reg­gia il derby calcistico con il basso: la lettura diviene la gioia delle possibilità offerte dalla vita, in limine mentis.

Sandro Gros-Pietro

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