La densità e lo spessore delle vicende raccontate da Piero Gai nel libro Triveneto tra storia e leggenda costituiscono un premio alla gioia della lettura colta e corsiva, documentata e fantastica. Il merito sta nell’avere saputo amalgamare fra loro elementi diversi della narrazione con grande armonia di risultati e di forme. Il lettore si trova di fronte a un prêt à porter che ricorda i raffinati abiti di Missoni, tramati da idee diverse, ma che collimano a un’unità stilistica bene delineata e inconfondibile. Il ventaglio dei temi fu già caro ad Ariosto, nel celeberrimo proemio, Le donne, i cavalieri, l’arme, gli amori, / le cortesie, l’audaci imprese io canto. La vicenda è collusa fra cronaca e fantasia, storia e leggenda, ma corre fluida e stringata sui binari dell’essenzialità e dell’incisività de­scrittiva, come se si trattasse di una firma giornalistica d’attualità. Va, inoltre, segnalato e apprezzato il coraggio di fare convergere in una sola prospettiva di realtà romanzata sia l’alta cultura proveniente dall’asepsi dei documenti storici sia la bassa cultura derivante dalle invenzioni contaminate delle leggende popolari, a cui l’autore sembra riconoscere quasi una primazia di incontrollata simpatia e vigore. Il panorama storico del Triveneto trionfa in uno sfolgorio inebriante di vitalità e bellezza.

 

La Giuria del Premio I MURAZZI ha conferito all’unanimità il primo premio assoluto e la dignità di stampa.

Anno Edizione

Autore

Collana