PREFAZIONE

Ho incontrato Imma Schiena solo pochi anni fa ed ho imparato a conoscerla, veramente, attraverso le sue poesie dove racconta di profondi sentimenti, di amori e passioni oltre che di libertà e di bellezza.
Lei dice: “La poesia è per me linfa vitale, è un’im­plo­sio­ne esplosiva, è la mia fedele compagna di vita”.
La penna è lo strumento che usa per far parlare i più deboli.
Mi ha incuriosita il suo carattere forte e deciso e per cer­ti versi esuberante, ma in alcuni momenti timida ed emotiva.
Ho conosciuto Dario Caprioli di Brindisi e Imma mi ha detto timidamente: “Sai, è un bravo scultore”. Dopo aver vi­sto le sue opere, mi sono lasciata coinvolgere apprezzando l’amo­re per le sue bianche sculture di “pietra Gentile” tipica del luo­go. L’artista trae ispirazione dal mare. Per dare forma alle sue opere sceglie la pietra con cura quasi maniacale e con il col­tellino, con dovizia di particolari, plasma, graffia e le­viga fino ad ottenere piccole creature che si possono contenere nel cavo di una mano.
Imma mi parla di uno scultore siriano di nome Nizar Ali Badr, le cui opere sono immagini ispirate dalla sua Siria pro­fanata e distrutta. L’essere umano trae forza e dannazione per un mondo che va sempre ricostruito, ripensato e rimediato. Ec­­co che l’artista raccoglie piccole pietre e con la sua crea­tività sviluppa opere d’arte che raccontano non solo di esodi, di barconi, di orrori ma anche di gioia, di danze, di speranza e di pace, costruzioni che gravitano intorno ad una molteplicità di centri vuoti su supporti sospesi.
In breve nasce la magia di un progetto che un po’ per volta si sviluppa e si concretizza con l’allestimento di una mo­stra che si inaugura nel maggio del 2018 con le opere di Dario, Nizar e le poesie di Imma.
Delle sculture di Nizar, non avendo la possibilità di ri­cevere materialmente le opere, abbiamo dovuto esporre solo le foto inviateci via mail.
I tre artisti uniti dal medesimo intento danno vita ad un nuovo progetto. In Parole in pietra – Sarà l’aurora, i versi di Imma sembrano prendere corpo, assumere forma nell’im­magi­ne scultorea di Dario e di Nizar. Versi che scivolano, len­ta­men­te nell’anima divenendo esse stesse parole della pietra, li­berando con voce unisona la richiesta di pace e di amore chiu­sa nelle bocche dei più deboli. Attraverso le poesie di Imma ho notato quanto sia coinvolgente e trasversale l’a­mi­cizia tra gli artisti. I protagonisti creano una feritoia nel mondo che si apre nella profondità dell’anima, affidandosi l’uno all’altro come amici che creano l’amore richiamando la perenne necessità dei gesti.

Raffaella Spada