18,00 €
Autore: Salvatore D’Ambrosio
Editore: Genesi Editrice
Formato: libro
Collana: Cefeide, 35
Pagine: 180
Pubblicazione: 2026
ISBN/EAN: 9791281996847
Prefazione
La Poesia moderna -o meglio d’attualità- è decisamente caratterizzata dal riferimento soggettivo esercitato dal poeta, anche se ciò non conduce necessariamente a un inventario autobiografico particolareggiato dei fatti e delle emozioni dell’autore, motivo per cui si presenta connotata da una tematica prevalentemente individuale, ma non chiaramente individuata. I testi sono in maggioranza sviluppati in prima persona dall’Io che espone le emozioni, i pensieri, le esperienze fattuali e finisce per proporsi come il protagonista principale dell’intera opera, anche se, quest’ultima, non appare tuttavia come la fedele confessione ed esposizione documentata della vita personale dell’Autore, che per larga parte rimane chiusa in un riserbo posto al di fuori della scrittura, salvo qualche episodio o qualche omaggio apertamente ispirato a persone reali bene individuabili, che fanno parte del vissuto dell’Autore.
A queste caratteristiche canoniche, si riferisce in toto il carattere del libro Liman di Salvatore D’Ambrosio: il titolo demanda alla porzione di mare calmo compresa tra l’estuario di un fiume e la barriera di sabbia o di terra che può collocarsi a una certa distanza, in modo da delimitare i confini di una laguna (dicasi anche liman) che rappresenta la porzione di mare più calmo, rispetto al mare aperto che inizia al di là della suddetta barriera. Per stare nella metafora del titolo, significa che l’Autore propone il libro come fosse un tempo di pacata riflessione, anche ispirata dall’attesa di un futuro sostanzialmente prevedibile circa la qualità degli eventi che lo aspettano, perché ha già compiuto gran parte delle scelte operative più importanti della vita e, quindi, ora si trova a sperimentare principalmente gli sviluppi continuativi delle opzioni già esercitate. La sospensione e l’aspettativa, insieme all’indugio riflessivo e alla speranza meditata sono, dunque, le caratteristiche principali di chi naviga in laguna, cioè tra acque protette dalle opere di assestamento ambientale che difendono dal travolgimento di marosi inopinati.
L’intero libro rappresenta una sorta di revisione del passato, di cui si espongono le principali tematiche, al centro delle quali vi è sempre e costantemente la figura della donna, nella sua diversificata indole di amante, moglie e madre. Forse, proprio la donna può essere individuata come la meta principale della navigazione di questo Ulisse del XXI secolo, che è portato a essere calamitato dal fascino estetico della femminilità, capace di realizzarsi vuoi in emozioni erotiche, vuoi, invece, in devozioni filiali, a seconda dei soggetti femminili destinatari delle attenzioni del Poeta. In tema di devozione, valga citare per entrambi i genitori la poesia Radice, declinata al maschile in omaggio alla figura paterna, ma coinvolgente anche la gestazione femminile della maternità.
Si è detto che il libro è sostanzialmente una riflessione sui momenti più importanti della vita: è una ricerca proustiana della verità che sta a fondamento dell’esperienza umana. Tale ricerca non è fatta con la filosofia o con la religione, ma è fatta con la Poesia, in omaggio alla tesi dichiarata esplicitamente da Marcel Proust nel volume conclusivo di La Recherche, ove il romanziere francese afferma che La vraie vie, la vie enfin découverte et éclaircie, la seule vie par conséquent réellement vécue, c’est la littérature, per indicare che attraverso la letteratura si può documentare e illustrare a tutti il significato veritiero e profondo dell’esperienza umana di vivere. Salvatore D’Ambrosio usa la Poesia, che è l’espressione più profonda della letteratura, per perfezionare l’affermazione di Proust.
Se la centralità dell’osservazione del Poeta è rivolta agli esseri umani -con predilezione per le donne- tuttavia è presente in D’Ambrosio la vocazione dantesca al trasumanar e quindi a cercare il Bene assoluto in Dio, come espressione di fede e di irrinunciabile aspettativa, capace di illuminare il cammino dell’intero percorso della vita terrena, nell’attesa di un perfezionamento dell’essere che avvenga al di là e al di sopra delle stelle: sono numerosi i passaggi in cui il Poeta sottolinea l’importanza della fede come elemento fondante della verità della vita, al riguardo si può citare, tra le tante poesie, il testo Noi non sappiamo.
In accordo con le tematiche della poesia d’attualità, accanto allo sviluppo in chiave soggettiva della rappresentazione della vita -cioè il diario di bordo del novello Ulisse- D’Ambrosio tratta anche aspetti delle dinamiche sociali, come il dramma degli extracomunitari e le morti causate dai trafficanti di esseri umani che organizzano traversate anche in condizioni meteorologiche avverse causando tragici naufragi, che poi divengono esempio di autentici orrori umanitari trasmessi dalle televisioni dell’intero pianeta, come si legge in Aylan e il gioco delle onde. Non mancano i gravi fatti di politica internazionale, come l’invasione dell’Iraq nel 2003 -vedasi la poesia Muta distanza– così come è chiaramente indicata quella tale “manciata di uomini cattivi” -a detta del Papa Leone XIV- che sono capaci per unico loro arbitrio di fare uccidere milioni di uomini e di minacciare l’esplosione della guerra in modo incontrollabile. Non manca anche un riferimento alla questione ebraica relativa alla Seconda Guerra mondiale e alle più recenti vicende connesse al 7 ottobre 2023 e agli sviluppi successivi, come si può leggere nelle poesie Per un popolo e un poeta ebreo e La felice colpa. È appena necessario ricordare che non si possono indicare i valori della vera vita se non si sottolinea anche l’importanza formativa e dichiarativa svolta dalle arti e dalla musica, per cui è opportuno citare l’omaggio reso con sapienza da Salvatore D’Ambrosio al pianista e direttore d’orchestra Ezio Bosso, anche uomo di straordinario coraggio davanti al furto della vita causato da una malattia degenerativa, come si legge nella poesia La musica di Ezio.
Resta il fatto che la maggiore consistenza del libro, come si è già detto, risiede nella testimonianza soggettiva di un Io-Poeta che si racconta celebrando il valore della vita nella quotidianità, anche nei momenti di maggiore difficoltà, come descritto nei Carmina Burana, per altro citati specificamente, anche nei momenti in cui Sors salutis et virtutis mihi nunc contraria, mantenendo sempre acceso il calore emotivo nell’amore, nelle feste con libagioni e dell’insistenza a ricercare sempre la buona fortuna, come si legge nella poesia iconica Il sempre uguale giro.
Sandro Gros-Pietro
| Anno Edizione | |
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| Mese Edizione | Maggio |
| Autore | |
| Collana |
16,00 €
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