15,00 €
Autore: Angela Donna
Editore: Genesi Editrice
Formato: libro
Collana: Novazioni, 108
Pagine: 76
Pubblicazione: 2026
ISBN/EAN: 9791281996762
NOTA DELL’EDITORE
Angela Donna ha dedicato l’esistenza allo studio, all’insegnamento e alla letteratura, come poetessa e come pubblicista in collaborazione con riviste di ricerca. Nella vita ha coltivato tre grandi amori: “il prossimo tuo”, come recita l’espressione evangelica; gli animali, come insegna Francesco nel Cantico delle creature, ma con predilezione per i gatti, anziché per il Lupo e gli uccelli; la natura, in tutte le espressioni, a esclusione dei rovi, in cui non si è mai calata. Angela è un’autrice solare, le cui tematiche hanno un’impronta decisamente rivolta alla valorizzazione del quotidiano, sui temi della comunicazione, del dialogo aperto, della sensibilizzazione ai diritti civili e alla realizzazione delle libertà individuali, con una particolare attenzione rivolta alla parità dei generi e, in primis, delle donne. Non sorprende che l’elogio della solitudine, in lei, sia individuato come una cartina di tornasole, che indica intelligenza e sensibilità civile e di affetti superiore alla norma, in tutti coloro che apprezzano le possibilità di approfondimento della coscienza che solo la solitudine offre. Al riguardo basti ricordare la nota affermazione, in chiave aforistica e quasi ironica, del filosofo Jean-Paul Sartre che sosteneva “Chi soffre quando si trova in solitudine, significa che è rimasto in cattiva compagnia”.
Emily Dickinson, Cristina Campo (nom de plume di Vittoria Guerrini) e Antonia Pozzi sono tre voci poetiche che non hanno solo in comune l’eccellenza dell’ideazione creativa in campo poetico ed epistolare, con particolari risultanze di azione letteraria rivoluzionaria nella poetessa americana, la quale ha saputo totalmente rinnovare e stravolgere forma e contenuti della poesia ottocentesca, anticipando tutto ciò che poi avverrà dopo di lei fino a datare oltre la metà del Novecento, ma hanno in comune anche il sacerdozio della riflessione in solitaria contemplazione di sé e del mondo. La solitudine non significa affatto misantropia, semmai è l’esatto contrario: essa conduce all’empatia e alla disposizione verso il prossimo. La solitudine, come metafora, può essere rappresentata da uno stilobate sul cui vertice siede lo stilita, per riflettere in modo concentrato sugli enigmi dell’esistenza, in piena disponibilità ad amare gli altri prima ancora che sé stesso. Angela Donna, con una parola tanto sobria, quanto efficace e documentatissima, presenta con ricchezza di particolari l’esperienza feconda della solitudine della poetessa americana dell’Ottocento e delle due poetesse italiane del Novecento, queste ultime così lontane dalla prima nel tempo e nello spazio, ma così vicine nei profondi intendimenti di elaborazione di una liricità, che risultasse allo stesso tempo scarna eppure delicatissima e feconda.
Sandro Gros-Pietro
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| Mese Edizione | Aprile |
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