Liana De Luca 
Donne di carta
anno: 1999
pagine: 240
prefazione: Maria Luisa Spaziani
prezzo: € 13
ISBN: 88-87492-15-8

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PREFAZIONE

Diceva Goethe che una storia notissima, raccontata cento volte, può riservarci molte sorprese se gli scrittori continueranno a raccontarla altre cento o altre mille. Qualcosa di inedito vi si può inserire, ma basterebbe il continuo variare dei punti di vista e il differente intreccio degli avvenimenti con osservazioni che di volta in volta sono uniche. Pensavo a questa sua scaglia di saggezza leggendo Donne di carta di Liana De Luca che sorvolando un vasto panorama di secoli enuclea una fitta schiera di personaggi che hanno realmente vissuto, o che hanno scritto, o che hanno ispirato poeti e romanzieri, o che semplicemente sono stati inventati e sognati. Ma l’originalità di questi brevi racconti o saggi sta nel fatto che tutti questi personaggi sono esclusivamente femminili. La loro scelta apparentemente casuale è certo dovuta a un personale innamoramento di Liana De Luca per alcune figure o alcuni temi che dall’infanzia la seguono come angeli custodi orientatori di un gusto. Angeli buoni, naturalmente, ed è spiritoso da parte sua aver posto al centro della raccolta come baricentro o ex-contrario la famosissima Desinenza in A di Carlo Dossi, uno dei più famosi testi di misoginia occidentale dopo le invettive e gli sberleffi medioevali contro la natura femminile, insipiente o maligna, da parte di chi ha avuto, come Platone ringrazia, l’inenarrabile ventura di nascere maschio.
Il libro della De Luca è forse più narrativo che critico, si legge con curiosità e piacere da un capo all’altro, e mescola rivisitazioni di personaggi molto amati da lei, e da tutti noi, come la tenera Isabella di Morra, vittima di orrendi pregiudizi e di violenze familiari, fino alle donne vagheggiate dal Parini, che si immagina chissà perché così lontano dall’argomento. E va da una curiosa e sensibile indagine su aspetti meno noti di Renzo e Lucia, da un incontro con la figura di Mirèio di Mistral, alle vicende della Nike di D’Annunzio, sbirciata con spirito dagli anni del fasto mondano al buio del Carmelo. E troviamo molti ritratti di contemporanei, sempre colti in un’ottica femminile come la leggendaria Gala di Salvador Dalí, e un interessantissimo personaggio troppo poco conosciuto in Italia, lo svizzero August Friedrich Bebel (nel capitolo La donna e il socialismo) che con veemenza e sapienza politica cerca di riscattare la donna da millenni di cruenti ingiustizie. Altre pagine interessanti riguardano Gozzano, Le rose che non colsi, e c’è la curiosità che investe le luci e le ombre delle lettere d’amore di Napoleone a Giuseppina.
Naturalmente il discorso si avvale di notizie trovate e di precedenti studi e racconti sui vari personaggi e sui vari temi; ma se la De Luca è andata spigolando con passione tra i fitti apporti della storiografia e della leggenda, talora dà prova di un suo punto di vista critico, e basterebbe citare il capitolo su Carlo Dossi dove l’osservazione si coagula in termini specifici. Il punto di vista dell’autore, la sua accesa e sprezzante polemica contro il femminile devono essere colti in un ambito più vasto e meno ingenuo: “Egli era il giocoliere che s’inventa una lingua, un funambolo che tiene in virtuoso equilibrio le sue espressioni bizzarre, toccato solo dalla ‘preoccupazione affannosa di stipare quanto più senso si possa in ogni frase’. La sua scrittura è densa, addugliata, un pastiche di calembours e di bisticci, di cambi di sensi, innestati gli uni sugli altri in un continuo puzzle di fuochi d’artificio. Perfino la grafia è dall’autore resa originale con l’uso particolare delle virgolette, degli accenti, della punteggiatura”.
Ringrazio Liana De Luca per il divertimento che mi hanno procurato i suoi racconti (i suoi elzeviri?) e auguro ogni fortuna a questa sua sapida impresa.

Maria Luisa Spaziani

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Sandro Gros-Pietro  

 

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Liana De Luca  

 

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Carlo Di Lieto  

 

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Rossano Onano  

 

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2006

 

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Sandro Gros-Pietro  

 

Liliana Ugolini. Poesia teatro e raffigurazione del mondo

 

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Georg Trakl  

 

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2004

 

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Emerico Giachery  

 

Albino Pierro grande lirico

 

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