La bellezza più autentica della poesia di Angela Brusa risiede nella semplicità. Ci troviamo di fronte ad una poesia che adotta forme di lineare comunicazione nellinterpretazione del mondo: le notti sono buie, i giorni sono luminosi, linverno è gelido, lestate è calda. Per parafrasare Charles Bukowski, questi versi sono polarizzati
a nord del Nord, cioè rispettano lorientamento cardinale del dire in versi. La giovane poetessa sembra cercare nella poesia lo strumento più completo della conoscenza umana. Si tratta di una conoscenza vasta e profonda. Non propone una pedissequa didascalia del reale, ma va alla ricerca, invece, del significato primo dellesistente. In aggiunta, la poetessa tiene sempre a mente che non esiste solo ciò che è reale, ma esiste anche ciò che siamo in grado di concepire e di coltivare con la fantasia. Lesistenza umana, allora, si declina tra realtà e sogno: tutto ciò che per noi assume significato e valore è, come ci ricorda Calderòn de la Barca, in
La vida es sueño, realtà e sogno uniti insieme, non solo, ma, alla fine, per il poeta ci sarà il trionfo del sogno sulla crudezza della realtà e sulla determinazione del fato. Questo potrebbe essere il postulato che sta alla base della poetica della nostra giovane scrittrice: lestensione dellesistente oltre il confine della realtà e la conoscenza del mondo nella pienezza dialettica fra reale e immaginario, che sono entrambe due cifre indispensabili per la cultura umana. Ogni conoscenza è rappresentabile come un viaggio odissiaco nel mare dellesperienza ed è così che questo libro di poesie è sostanzialmente un diario di bordo, un quaderno di appunti, un registro di avvenimenti poetici. In questo libro proprio perché la realtà e la fantasia sfumano in un unico indistinto si parla per esteso di viaggi concreti in paesi esotici: in Africa, in India, nei Caraibi, ai piedi delle piramidi egizie. Ma non si tratta di resoconti particolareggiati, denotativi e descrittivi, bensì di informazioni episodiche ed esemplari, rielaborate nel valore simbolico e interpretativo di rivelazione e di estasi: momenti catartici, magie agli angoli del mondo, proiezioni dellio in una dilatazione esotica di spazio e tempo, ove si coglie il limite del
finis terrae e loltranza di continuità che ne deriva.
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Lo sfondo e lambiente in cui le poesie di Angela Brusa sono collocate è quello di una natura festosa e magica, ricca di simboli e di segnali. La natura accompagna la ricerca del poeta e ne diviene come una sorta di Mentore, maestro iniziatore di sortilegio o di conoscenza, ovvero testimone riservato e segreto, come se fosse un secondo alterego, che opera accanto a quello che solitamente evoca la poetessa nei suoi versi, in cui si osserva allo specchio e si nomina apertamente, rivolgendosi a se stessa e dandosi del tu.
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Nel complesso questa prima prova bene riuscita di Angela Brusa descrive il mondo con un affresco fortemente colorato vi è una poesia eponima che dà il titolo allintera raccolta in cui le emozioni sono ispirate ai valori profondi che ci sostengono, primi fra tutti i sentimenti che ci uniscono alle persone amate, i nostri ideali fortificati da un indomabile desiderio di libertà e di ribellione da ogni prigione, falsità, inganno o tradimento della fede, come se solo la ricerca della propria autenticità possa avvicinare luomo alla natura e allambiente in modo non conflittuale e drammatico, ma al contrario serenamente armonico. Nellarmonia dellincontro con la natura si realizza, attraverso il sogno e la fantasia, la dilatazione infinita del mondo delle idee e delle emozioni.
Sandro Gros-Pietro