Il ricorso allironia e talvolta anche al sapiente gioco di parole non deve autorizzare a credere che latmosfera delle poesie sia ilare. Al contrario, non vi è nulla di festoso o di ridente spensieratezza, nella poesia di Lorenzo Piccirillo, anzi la scenografia teatrale del palcoscenico poetico è occupata da lupi che divorano agnelli, avvoltoi in agguato e traditori che ordiscono le loro trame, suntuosamente simboleggiati da Giuda, proprio quello nato a Keriot e divenuto liscariota per antonomasia, che ordì il tradimento del Redentore. Ciò serve a ricordare, se mai ce ne fosse bisogno, che il poeta punta sempre al centro del dramma delluomo, cioè al suo dolore per la vita che ha ricevuto e che dovrà restituire e che gli sfugge inesorabilmente dalle mani, salvo che riesca a stabilire un patto con Dio, ma ciò appare come una condizione tuttaltro che facile da realizzare.
Alla fine, l
intreccio tiene perfettamente ed ogni cosa, lungi dallandare allunico posto deputato in un mondo che è un magma in continua evoluzione, ottiene tuttavia una luce di presenza e di attenzione, entra nella memoria del poeta che annota ogni vibrare di foglia, lacrima versata, trasalimento danima; linfinito nastro di Möbius dei versi registra gli eventi e i sentimenti, i protagonisti e le occasioni, le intenzioni e le conseguenze e si compone una saggezza, che non ha pretesa di rappresentare lordine universale delle cose, ma che vuole essere la presenza in contemporanea di tutte le cose attuali ed attinenti al destino delluomo: la poesia.
Sandro Gros-Pietro