Il libro si presenta come costruzione di due parti fra loro giustapposte e che titolano, la prima,
Dalla seconda guerra mondiale e, a seguire,
ai nostri giorni. Fra le due parti di questunico romanzo vi è un grosso iato, un segno di interruzione e di frattura forte, che separa la narrazione in due emisferi contrapposti come fossero i volti di Giano, luno rivolto al passato e laltro orientato al futuro. Lunità dellopera è assicurata dallinterrogativo problematico del titolo
Ognuno cammina solo?!
che è una sorta di constatazione amara o di irrisolvibile questione circa la sorte di ogni essere umano incapace di uscire dalla gabbia del proprio solipsismo come la coccinella sembrerebbe non uscire dal buco nella sabbia, le cui pareti perennemente franino e vanifichino la sua scalata.
Il collocamento geografico delle vicende raccontate è situato nelle Marche, precisamente nelle vicinanze di Ancona, e lautrice al riguardo cita unaffermazione contenuta in un libro di Guido Piovene, circa il fatto che
lItalia, con i suoi paesaggi, è un distillato del mondo; e le Marche, poi, lo sono dellItalia. Lelemento paesaggistico assume molta importanza nella narrazione di Rosa Berti Sabbieti. Come regolarmente accade, in letteratura e particolarmente in prosa da dopo il naturalismo in poi, la natura parla al lettore attraverso le pagine del libro, e trasmette sentimenti e stati danimo, orienta le aspirazioni più profonde ed autentiche dei protagonisti, anzi la natura diviene essa stessa un protagonista comprimario delle vicende dei personaggi, il testimonio dei fatti e il depositario dellautenticità della vicenda. Molta cura la scrittrice dedica alle rappresentazioni delle marine, delle campagne e dei paesaggi boschivi di bassa montagna. Ma soprattutto cè lalternarsi delle stagioni e i cambiamenti delle condizioni meteorologiche, con i passaggi dalla calura al freddo, dalle bonacce ai venti, dalla siccità alla pioggia e cè la ricostruzione e linterpretazione fantastica delle mutazioni ambientali: tutto ciò conduce al risultato di rappresentare una nuova vicenda allinterno dellumana vicenda, come se la natura fosse non solo lo strumento attraverso cui si manifesta la ragione profonda della vita umana, ma fosse autonomamente lessenza stessa della vita, lantica origine di ogni cosa, oggi nascosta ed oppressa da un soffoco di inutili apparenze, ma sempre pronta a riprendersi il ruolo di trionfatrice.
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Il libro di Rosa Berti Sabbieti,
Ognuno cammina solo?!
, che ci pare sia lopera narrativa più matura e più alta di tutta la sua produzione in prosa, intende invitarci a riflettere sulla condizione di indissolubilità del binomio
solitudine/dolore che deve essere letto allo specchio con laltro binomio dialettico di
amore/disamore: dalle possibilità di combinazione di questi fondamenti tetragoni della relazioni umane dipendono tutte le colorazioni quadricromiche delle nostre stanze di vite.
Sandro Gros-Pietro