Mirka Corato 
Nelle stanze del mare
anno: 2003
pagine: 120
prefazione: Sandro Gros-Pietro e Willy Beck
prezzo: € 9,3
ISBN: 88-7414-060-6

SCHEDA DELL'AUTORE
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Con controllato lirismo, prendendo spunto leopardianamente da quadri della natura per esprimere rimpianti e ricordi, ma anche attese e speranze, Mirka Corato costruisce le stanze del personale idillio, dove le stanze sono le sue composizioni e oltre la struttura musicale di ognuna di esse, la disposizione delle immagini lungo le pareti, secondo la foscoliana affermazione che la poesia è “l’armoniosa melodia pittrice”, ma anche gli spazi, i tempi della sua esistenza a cui fa da sfondo il mare inteso come metafora di profondità, di ricerca interiore, benché alle rare citazioni musicali si contrapponga spesso il termine “silenzio”, silenzio “delle parole”, silenzio ricco di messaggi, che colpisce per la densità dei suoi contenuti così come colpisce il viola spesso in alternativa all’azzurro, ma il viola deriva dall’azzurro misto al rosso, colore quest’ultimo che l’autrice non utilizza perché ctonio, anche se i richiami e i rimandi al passato perduto sono molteplici e si alternano alla disamina del presente, che può offrire occasioni di gioia o almeno di serenità per una creazione d’arte propria o altrui, per un incontro in sintonia di pensiero, per la vista di un paesaggio, specie marino, di cui Mirka sa cogliere tutte le sfumature nei luoghi e nei tempi, nelle mareggiate e nelle bonacce, dei cui fermenti si sente partecipe e al cui ondeggiare si abbandona, protesa tutta alla luce in cui si immerge, ritrovando la sua anima più sincera “nelle vetrine di Faust”, cioè nelle stanze, come è del vero poeta.

Liana De Luca

Corato è convinta che le tre muse [musica-poesia-pittura] siano un’unica ed insolvibile realtà creativa e rappresentativa del mondo, per cui la scrittrice esplora e declama le corrispondenze dei linguaggi usati dalle diverse arti. Sono delle felici conferme anche i temi della natura, del mare, i paesaggi abbacinati di colori, con evanescenze e con scontorni enigmatici; gli innesti della memoria nella propria storia autobiografica e, a specchio, nella storia delle civiltà scomparse ovvero del mondo intero; sono, infine, delle conferme gli accenti elegiaci del canto d’amore che si pone come un manto avvolgente tutte le cose e le persone del creato.

Sandro Gros-Pietro

Fin dal titolo questa nuova raccolta di Mirka Corato si ricongiunge alla precedente. Lì era “l’onda” a sposarsi idealmente con le umane “solitudini”; qui entra in scena protagonista il mare, mentre il richiamo all’elemento umano e personale è affidato a quelle “stanze” che meritano un particolare approfondimento.
Nell’altro libro il motivo della “casa” ritornava frequentemente, come scenario della vita affettiva, come spunto e pretesto immediato di poesia, ma soprattutto quale metafora dell’anima, della dimensione spirituale e sentimentale dell’esistenza: “Vivo sulla soglia della casa / sempre aspettando”, dicevano certi versi e A porte chiuse si intitolava una lirica. Da una parte stavano la soglia, la finestra che si apre, la stanza interna di più difficile accesso, le membra insomma di cui è composto il corpo della casa; dall’altra, contrapposto ad esse, il “Fuori” del vasto mondo.
Ma al contempo l’io poetico di quella raccolta giungeva ad affermare: “Devo partire”, e quell’imperativo compariva addirittura nella poesia stampata sul retro della copertina.
Ed ecco allora alcune cose notevoli del nuovo libro. Innanzitutto al mare è data quasi forma di “casa”, esso ha “stanze” e sembra assumere la dimensione di ciò che è interiore. Tutta la raccolta è poi costellata di poesie dedicate a luoghi lontani tra loro disseminati nel mondo, che disegnano una speciale carta geografica, con le sue rotte e le sue mete. L’impegno assunto è stato dunque rispettato, il viaggio è avvenuto e l’itinerario si svolge in un continuo riconoscimento di se stessi, in un ritrovarsi “a casa” in ogni luogo lambito dall’acqua, nelle terre di Grecia come nello sfondo di qualche dipinto, cosicché il viaggio sembra non approdare mai a terre sconosciute e ostili, ma condurre piuttosto a continui “ritorni”, a luoghi già in precedenza posseduti.
Ma le stanze evocano anche la suddivisione metrica e la cadenza di un componimento poetico, le parti in cui si suddivide pur rimanendo fortemente unitario. Tante “stanze” sono quindi le liriche che si susseguono mutando soggetto, lunghezza e respiro, ma tenute insieme dal filo della continuità di ispirazione e di stile, dalla scelta di sostantivi, aggettivi e verbi che rinviano tutti alla dimensione poetica del mare: il gorgo, gli abissi, i venti “tempestosi e freddi”, le “mareggiate e maree”, ma anche il navigare, l’immergersi, lo sprofondare. Dall’alto domina sempre il cielo in tutte le sue cangianze.
Le stanze si attraversano per passare e andare oltre, da una porta ad un’altra a un’altra ancora. Il mondo appare come una casa incommensurabile, di cui si possono conoscere però uno per uno i singoli ambienti, i quali attirano su di sé tanto strettamente l’attenzione e l’affetto da rendere quasi superfluo chiedersi quali siano la fine e il fine del viaggio stesso, che forse si perderà “nel vasto nero sguardo della notte”.
Il lettore ritroverà temi e “luoghi” conosciuti ma rinnovati nella nuova esperienza lirica di Mirka Corato: i suoi sentimenti, che cercano e trovano una forma di espressione sempre intensa e piena; il suo gusto di pittrice che le fa dipingere di viola il cielo di Londra, mentre altrove “l’aria s’inazzurra e si raffina”; il suo amore per l’arte e la musica, che le offre spunti per espliciti omaggi ad artisti di oggi e di ieri.
Ma se la lettura sarà attenta si riscontreranno anche i mutamenti avvenuti, che si individuano nell’arricchimento dei temi e dei motivi, nella scelta delle immagini e delle metafore (a partire da quella del mare come profondità interiore), in una ricerca poetica che, senza mai rinunciare alla manifestazione sincera e appassionata del sentimento, pure sembra svolgersi in modo meno istintivo e più strutturato e pensoso.

Willy Beck

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2004

 

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Liana De Luca  

 

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Rosa Berti Sabbieti  

 

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2003

 

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Elena Gabbuti  

 

Dipinti di versi

 

2003

 

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Aldo G.B. Rossi  

 

Il pagaro d’oro

 

2003

 

pp. 148

 

€ 12  

 
 

Mirka Corato  

 

Nelle stanze del mare

 

2003

 

pp. 120

 

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Beatrice Bressan  

 

I sentimenti dimenticati

 

2003

 

pp. 68

 

€ 8  

 
 
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