La sigla di Nevio Nigro nei libri di poesia da lui pubblicati in oltre venticinque anni di ispirazione è il distillato essenziale che nomina gli eventi e le persone con luso di simboli universali e forti, come la luna, la notte, il mare, il vento, la fanciulla, lalba, il tramonto ed altre situazioni esemplari: è la sfida di permanenza del sublime nel generico. È espressione di profeta, di chi parla prima che le cose si manifestino, e che non descrive la realtà futura nello specifico, ma che evoca con chiarezza le cose di domani per quel che sono già adesso nellaspettativa generica di coloro che sanno sognarle:
Ho bisogno / di sogni. / Non vivo / senza, ci confessa il poeta in una sua limpida ammissione compromissoria di paternità creativa. Il profeta non denota la realtà, che anzi sostanzialmente gli sfugge, ma connota la sapienza e suggella lidea, con cui rappresentare il reale: è una zona di dogana fra il sacro e il profano, è unidea che è fonte di tutte le idee, è una prima matrice, è una creazione maiuscolata.
Nevio Nigro possiede lineffabile grazia di ingaggiare la storia nei suoi discorsi metastorici e di innestare il soggettivo nelle sue visioni universali, come emerge con forza nei mirabili e lucentissimi versi di
Ricordo del padre, da ascriversi tra le evocazioni filiali rivolte al genitore che appaiono più alte in tutta la poesia contemporanea: vi si legge anche, rappresentato con ironia sorniona, come padre e figlio ammicchino lun laltro allindirizzo del tristo imperatore Pescennio Nigro, sostanzialmente affine perché ha in comune con loro loriginale patronimico.
Sandro Gros-Pietro
Un istante vale più di una storia, e Nevio Nigro, mescolando con arguzia il
Sacro con il
profano, offre al lettore pagine di serena ghiottoneria centellinando ricordi di gioventù, quando lamore divampa tra le gonne lampeggianti e rovistando fra le perplessità attuali, quando letà concede quasi soltanto tentennamenti e silenzi.
Antonio Spagnuolo