La misura prediletta da Luigi Masella è la
porziuncola francescana, il dire netto e breve, la costruzione schiva e limpida, montata in un corsivo bruciante, il sibilo di un refolo che cè già stato, il ricordo di un bagliore, le poche parole dellessenzialità, colte prima che la luce si spenga e che leco svanisca: è questo il mestiere del poeta, per questo giovane che cresce così in disparte, vigile ed assorto, fra il poco e il sacro, che gli fanno da viatico.
Sandro Gros-Pietro
Un titolo quanto mai pertinente è quello che Luigi Masella ha scelto per il suo nuovo libro di versi:
La mancanza, dal momento che in esso lautore pare esitare tra la gioia che gli dona il suo mai sopito amore per la vita (Vita, scrigno delle meraviglie, / lanterna magica, dono supremo, / sfera di cristallo fragilissimo e sottile, / tu circondi ed intridi ogni essere,
Un dolente paradiso) e la tristezza che nasce in lui per lincombere della morte (la quale della vita è la mancanza, cioè la sua negazione), che affiora sovente da queste pagine e di sé le intride e le permea, specie nella prima sezione della raccolta (Morte: due sole sillabe / scabre, due note secche, / suono che prelude listante / e ne lascia baluginare il sale,
Linsidia del bruco; I morti ci visitano con noncuranza, / attenti a nascondere la loro presenza,
Morire dinverno, dormendo; E se morire significasse galleggiare / ad occhi per sempre chiusi / sulla superficie del buio
,
Il buio mare; Ed il tuo volto in eclissi più rovente / rende la pena, // più profonda la mancanza,
Unamaca di vento e cicale).
Di molto rilievo ci sembra a questo proposito il fatto che la silloge si apra con uno slancio quanto mai vitale; slancio che ha tutto laspetto di un inno alla libertà e alla vita, e che fa maggiormente risaltare, per contrasto, latmosfera più cupa delle altre poesie nelle quali invece il pensiero della morte ha il sopravvento: È tempo dissare le tue ancore, / amore, di dire addio / a questa darsena / che da mesi interi offre riparo / al fortunale sferzante / le stive più buie e riposte del cuore (
È tempo dissare le tue ancore).
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Dopo questo breve esame del nuovo libro di Luigi Masella mi sembra si possa concludere che esso costituisce una prova sicuramente riuscita di questo autore, ponendosi come unulteriore tappa del suo cammino di poeta e rivelando in lui attitudini non effimere dellarte dello scrivere in versi. Il che ci fa bene sperare per il suo avvenire, come del resto Sandro Gros-Pietro già aveva presagito, avallando con la sua prefazione la precedente silloge del Masella,
Il formicaio, da lui pubblicata nel 1998.
Elio Andriuoli