Luigi Masella 
La mancanza
anno: 2003
pagine: 72
prefazione: Sandro Gros-Pietro
prezzo: € 6
ISBN: 88-7414-053-3

SCHEDA DELL'AUTORE
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La misura prediletta da Luigi Masella è la porziuncola francescana, il dire netto e breve, la costruzione schiva e limpida, montata in un corsivo bruciante, il sibilo di un refolo che c’è già stato, il ricordo di un bagliore, le poche parole dell’essenzialità, colte prima che la luce si spenga e che l’eco svanisca: è questo il mestiere del poeta, per questo giovane che cresce così in disparte, vigile ed assorto, fra il poco e il sacro, che gli fanno da viatico.

Sandro Gros-Pietro

Un titolo quanto mai pertinente è quello che Luigi Masella ha scelto per il suo nuovo libro di versi: La mancanza, dal momento che in esso l’autore pare esitare tra la gioia che gli dona il suo mai sopito amore per la vita (“Vita, scrigno delle meraviglie, / lanterna magica, dono supremo, / sfera di cristallo fragilissimo e sottile, / tu circondi ed intridi ogni essere”, Un dolente paradiso) e la tristezza che nasce in lui per l’incombere della morte (la quale della vita è “la mancanza”, cioè la sua negazione), che affiora sovente da queste pagine e di sé le intride e le permea, specie nella prima sezione della raccolta (“Morte: due sole sillabe / scabre, due note secche, / suono che prelude l’istante / e ne lascia baluginare il sale”, L’insidia del bruco; “I morti ci visitano con noncuranza, / attenti a nascondere la loro presenza”, Morire d’inverno, dormendo; “E se morire significasse galleggiare / ad occhi per sempre chiusi / sulla superficie del buio…”, Il buio mare; “Ed il tuo volto in eclissi più rovente / rende la pena, // più profonda la mancanza”, Un’amaca di vento e cicale).
Di molto rilievo ci sembra a questo proposito il fatto che la silloge si apra con uno slancio quanto mai vitale; slancio che ha tutto l’aspetto di un inno alla libertà e alla vita, e che fa maggiormente risaltare, per contrasto, l’atmosfera più cupa delle altre poesie nelle quali invece il pensiero della morte ha il sopravvento: “È tempo d’issare le tue ancore, / amore, di dire addio / a questa darsena / che da mesi interi offre riparo / al fortunale sferzante / le stive più buie e riposte del cuore” (È tempo d’issare le tue ancore).
[…]
Dopo questo breve esame del nuovo libro di Luigi Masella mi sembra si possa concludere che esso costituisce una prova sicuramente riuscita di questo autore, ponendosi come un’ulteriore tappa del suo cammino di poeta e rivelando in lui attitudini non effimere dell’arte dello scrivere in versi. Il che ci fa bene sperare per il suo avvenire, come del resto Sandro Gros-Pietro già aveva presagito, avallando con la sua prefazione la precedente silloge del Masella, Il formicaio, da lui pubblicata nel 1998.

Elio Andriuoli

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Nevio Nigro  

 

Tra funerali e sottane (Il Sacro ed il profano)

 

2003

 

pp. 72

 

€ 8,5  

 
 

Gabriella Bertizzolo  

 

Il fruscio dell’attesa

 

2003

 

pp. 96

 

€ 10  

 
 

Luigi Masella  

 

La mancanza

 

2003

 

pp. 72

 

€ 6  

 
 

Giustina Viarengo  

 

Il nero dei papaveri

 

2003

 

pp. 88

 

€ 7  

 
 

Maria Consolo  

 

Dissonanze

 

2003

 

pp. 72

 

€ 8  

 
 

Fernando Maina  

 

I rabeschi della galaverna e altre poesie

 

2003

 

pp. 64

 

€ 8  

 
 

Roberto Berardi  

 

La natura e la storia

 

2002

 

pp. 80

 

€ 9,5  

 
 

Salvatore La Marca  

 

Il dolce sapore dell’immortalità

 

2002

 

pp. 128

 

€ 9  

 
 

Pietro Rossi  

 

Ornavano i castagni la collina

 

2002

 

pp. 320

 

€ 21  

 
 

Antonino Verzera  

 

Racconti di mitologia ed altri fantasmi

 

2002

 

pp. 168

 

€ 10  

 
 
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