La convalida più suadente del valore della poesia consiste nella capacità di resistere al tempo e di conservare negli anni una ragione dattualità rispetto alle cose del mondo che, invece, si consumano nelleffimero e nel caduco. Questo avvaloramento dei versi, in grado di avvantaggiarsi dallerosione del tempo anziché di soffrirne, è esattamente quanto è accaduto alla raccolta di Fernando Maina,
I rabeschi della galaverna, che venne pubblicata per la prima volta ventanni or sono dalleditore Ghelardini di Gallarate, e che adesso viene riproposta, nel più completo rispetto di forma, contenuto e quantità originarie. In breve, potremmo fino parlare di ristampa dei testi anziché di riedizione, se non fosse che lautore ha introdotto il carattere del corsivo in sostituzione del tondo in tutti i casi di inserimento nel linguaggio poetico di espressioni oriunde o decisamente prive della cittadinanza in lingua italiana, perché trasposizioni o prestiti di altre lingue o perché forme idiomatiche dialettali.
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Questo libro di Fernando Maina svolge la funzione viatica di breviario poetico che accompagna il lettore nellarcobaleno delle sue emozioni, calma un poco la nostra sete di bellezza e la nostra ansia di giustizia, ci fornisce una ragione di orientamento nella vita, così come ha saputo essere bussola di direzionamento e patto di conferma nelle scelte poetiche del suo autore, lungo gli anni della sua produzione in versi.
Sandro Gros-Pietro