La poesia edita di Pietro Rossi va naturalmente crescendo come fosse un castagno che sorge sulla collina, di foglia in foglia e di ramo in ramo, essa si fa più maestosa, vasta e svettante ad ornare la terra su cui si è radicata, e da cui riceve nutrimento e a cui trasmette la regale protezione delle sue ombrose fronde e il dono prezioso dei suoi innumerevoli frutti. La metafora del castagno non è casuale, ma al contrario è intenzionale, perché volutamente demanda allo stupendo endecasillabo
Ornavano i castagni la collina, contenuto nella poesia
La tua terra, e che dall’autore è stato eletto come verso eponimo per sigillare l’intera sua raccolta poetica […]
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La terza e presente edizione dei testi completi contiene, ovviamente, tutti i precedenti testi poetici, ma in aggiunta è arricchita dalla nuova sezione Per orme e per tracce, tutte poesie inedite, che danno vita a questa terza edizione, connotata da un nuovo titolo,
Ornavano i castagni la collina, endecasillabo carico di bellezza, armonia e nostalgia, intonato ad un tempo sospeso nei ricordi e dedicato ad una terra tua, che è il possessivo rivolto alla donna amata, e che funziona, quindi, come espressione di duplice amore sia verso la donna sia verso la terra:
La terra dove sei nata
aveva il profumo dei fiori.
Ornavano i castagni la collina
degradante al fiume.
L’arco del ponte romano
si rifletteva nell’acqua più verde.
Nel tuo sorriso rivive
la dolcezza della tua terra.
Le nuove poesie, dunque, sono raccolte sotto l’indicazione
Per orme e per tracce, allusione che sarebbe piaciuta a Karl Jaspers, e titolo che ci indica la possibilità di esprimersi con un linguaggio che è orma ed è traccia di un significato alterato, diverso e più compiuto e più complesso di quello delle parole usate: si allude a più di ciò che il testo contiene, e si lascia intendere un orizzonte più ampio di quello che la visione della ragione sottende. Siamo, dunque, nella fucina creativa di un qualche dio minore e stiamo assistendo al fasto di una nuova creazione che, come abbiamo prima già detto, è contigua ed è cornice del mondo in cui viviamo. Quasi per gioco poetico, allora, Pietro Rossi costruisce un mondo di poesia ebdomadario, cioè ripartito per sette sezioni, proprio per giustapporle al mondo della realtà che la Bibbia vuole sia stato creato nei sette giorni primordiali, collocati prima dell’inizio di ogni cosa, come il tempo dei tempi a seguire.
Sandro Gros-Pietro, dalla prefazione