Il mondo poetico di Antonello Catani colloca l’oceano al centro di una ricca tradizione simbolica, che spazia dai primordi dell’antichità biblica e del diluvio universale, come è per la figura di Ghilgamesh (del suo primo libro), e che giunge fino ai tempi della contemporaneità per trovare echi di risonanza nei versi di Borges, di Pound, di Keats e di altri contemporanei, passando attraverso autori sia dell’antichità greco-romana sia dell’oriente asiatico sia del medioevo europeo, in modo da ricostruire un disegno unitario di letteratura come se fosse anch’esso un unico immenso mare comunicante, pur nel rispetto delle diversità di tempo e di civiltà che lo contraddistingue. Si tratta di una visione che volutamente trasfigura i termini del reale per proporre un sogno interpretativo di viaggio capace di trascendere ogni vincolo di spazialità e di finitezza. Non ne viene fuori alcuna aspirazione metafisica, quanto piuttosto un’architettura ideale del sogno poetico che sempre si rinnova nel mito della conoscenza e della fecondazione. Tuttavia, l’idea di fertilità cui i versi alludono non si limita ad essere una categoria della mente e un potere limitato solo alla parola, ma ha anche una consistenza nel reale e nel materiale, come ampiamente risulta dall’uso ripetuto del simbolo della melagrana, il frutto che, nella cultura dei due mondi, ha sempre rappresentato premio o castigo dei sensualità, più che del pensiero. La
straniera è una veste poetica di sirena, di seduzione dell’eros e della voce, della gioia di vivere e della levità dell’essere: un mito che certamente demanda al mare, ma in questo caso il mare è un tramite di passaggio per raggiungere un altrove sognato che tende anche a derubare il navigante del contatto con la realtà: proprio nella dialettica di questo incontro/scontro tra l’immersione e la fuga dalla realtà risiede il valore più alto della poesia di Catani.
Sandro Gros-Pietro
Il
Viaggio con la Straniera è il poema esemplare della reinvenzione dell’
Odissea come esperienza di conoscenza e di accanita e straordinaria avventura per l’incontro con la “Straniera”, che è la figura dell’altro mondo di cultura e di passione del cuore e della mente giunta a incontrare il protagonista e a rinnovarlo e maturarlo profondamente e meravigliosamente. L’erotismo è l’espressione non tanto della bellezza e del sesso quanto l’allegoria della pienezza del sapere come fatica e ricerca quanto mai ricche di occasioni e di attingimenti nel tempo e nei viaggi della mente. Il protagonista è l’Odisseo moderno, sì, ma di sempre, e in ogni tappa del viaggio ecco i luoghi, gli approdi, i porti, le piogge, le spiagge, le notti, i possessi del corpo che è fondamentale conoscenza e possibilità di andare oltre, dal sesso al pensiero e alla consapevolezza dell’accanita conquista del vero. Il viaggio con la Straniera è necessariamente per mare: gli approdi sono un intervallo, per andare oltre, sempre più in là nella conoscenza e nella consapevolezza che non ha senso la conquista definitiva, il punto di pacificazione e di compiuta soddisfazione dei sensi e della mente. Il viaggio continua, al contrario dell’Odisseo omerico, che alla fine ritorna alla sua petrosa Itaca, bello di fama e di sventura, concluso il lungo e rischioso percorso insieme e contro gli dei.
Giogio Bárberi Squarotti, dalla prefazione