Yaro Petti 
Cercavo l’amore
anno: 2001
pagine: 72
prefazione: Sandro Gros-Pietro
prezzo: € 7,75
ISBN: 88-87492-89-1

SCHEDA DELL'AUTORE
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PREFAZIONE

Già dal titolo di questa raccolta sovviene alla mente la dichiarazione di Beatrice a Virgilio, Amor mi mosse, che mi fa parlare, che è perifrasi di Dio, ma che vuole anche significare il motore che anima l’intero universo, il vento che soffia sulla materia per trasformarla in vita, la natura che asseconda il disegno divino della creazione, l’incanto dell’unione armoniosa fra le anime nella volontà divina.
Yaro Petti è andato definendo negli anni un percorso poetico che ricerca e descrive l’incontro dell’amore divino e dell’amore profano: i suoi testi sono, nel contempo, preghiere e dichiarazioni d’amore, rivolte al cielo, ma ispirate dall’esperienza terrena. La fede nell’al di là e nella figura redentrice di Gesù non è affatto in competizione con il volto della donna e della sposa e neppure rappresenta una tentazione di peccato la fiamma dei valori di terrestrità, che l’amore accende nel cuore e nella carne degli uomini. L’amore umano, dunque, non è il peccato tentatore che acceca e che distoglie gli animi dai valori alti della fede, con un reticolo di desideri e di frenesie che turbano l’anima. Nell’amore umano non vi è inaridimento dell’amore divino, ma al contrario completamento armonioso del progetto e della volontà del creatore. Strumento che realizza la pienezza della divina volontà è la donna che appare agli occhi del poeta come un messaggio inviato dal cielo, una sorta di angelo annunciatore che porta una lieta notizia di gioia e di vita che discende dall’alto. In questo modo si compie la complessità e la totalità della visione amorosa di Yaro Petti, nel contempo divina ed umana, proiezione dalla mondanità verso l’eternità: l’amore umano diviene il tramite necessario per pienamente realizzare la visione di un eterno amore in seno a colui che tutto muove.
Vi sono due date simboliche nel percorso di ricerca dell’amore. La prima è l’11 febbraio – casualmente, coincide con il giorno di suggello dei Patti Lateranensi – ed in tale data si realizza il primo incontro dei due amati: “Arrivò il segnale, / arrivò sorridendomi una donna bellissima”. La storia d’amore inizia, dunque, con una certificazione, un’agnizione: l’autore riconosce nella donna incontrata in chiesa al termine di una funzione religiosa l’angelo terrestre invocato in preghiera come realizzazione della ricerca d’amore e completamento della volontà divina. Il riconoscimento è uno svelamento ed un incanto. È bastato vederla per capire che l’amore era lei e che non v’era alcuna possibilità d’inganno o di alternativa: “Fui attratto dalla sua bellezza, / abbagliato / di tanta luce, / incantato nel sentirla cantare, / fui sorpreso di tale evento”. In tale modo sboccia, tra la donna e l’uomo, tra Albina e Yaro, l’amore che era stato cercato ed invocato come strumento di pienezza della vita mondana e come tramite premiale per guadagnarsi nell’altro mondo la vita eterna. Ora il canto poetico si fa solare armonia di accenti per la bellezza, la bontà, la dolcezza dell’amata e per lo splendore del mondo che circonda i due innamorati, i quali sembrano riverberare sull’ambiente circostante la gioia e la felicità che si sviluppano nel segreto dei loro cuori: ogni luogo e ogni tempo è il luogo e il tempo dell’amore. Il canto è quasi una melopea, una sorta di dolce cantilena che reca serenità e bontà, ed assume le cadenze reiterate dei ritornelli ovvero delle liturgie religiose, come fosse preghiera ripetuta in uno stato d’estasi e di grazia. Fanno da cornice a questo canto d’amore, tra gli altri, due dei più bei golfi italiani che abbiano raccolto e celebrato le promesse e i sogni d’amore degli innamorati, precisamente il golfo di Portofino e quello di Capri.
La seconda data è l’otto settembre – che non casualmente è la festività di Maria – il giorno in cui la promessa dei due amati si realizza nel congiungimento in matrimonio ed il loro amore diviene sacramento celebrato sugli altari, espressione d’unione dei corpi che vive nella mente e nella volontà di dio: la ricerca dell’amore diviene, dunque, incontro divino, si suggella il sacro patto di unione di dio con l’uomo, rappresentato da Michelangelo nella Cappella Sistina con il dito di Dio che sfiora quello dell’uomo per trasmettergli la grazia e la promessa dell’eternità. Tale incontro con il divino è vissuto da Yaro Petti per tramite dell’amore umano che si divinizza, cioè che diviene segnale della volontà divina: per ciascuno dei due amati, il partner rappresenta l’angelo che trasmette il segnale, l’amore e l’incontro con dio. In conclusione si realizza una piena fusione e compenetrazione di sacro e di profano o meglio un contatto e uno sfioro della divinità con l’umanità, così come è mirabilmente rappresentato nella volta della Chiesa di tutte le chiese, a Roma in San Pietro.

Sandro Gros-Pietro

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Gabriella Bertizzolo  

 

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Yaro Petti  

 

Cercavo l’amore

 

2001

 

pp. 72

 

€ 7,75  

 
 

Lina Gabrielli  

 

Baci non chiesti

 

2001

 

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Adriana Albini Noonan  

 

Le ali della fenice

 

2001

 

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Giorgio Buridan  

 

I parafulmini del Palmiers

 

2001

 

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Davide Crepaldi  

 

Linee aperte

 

2001

 

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Mino De Blasio  

 

Il vivere lirico

 

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Mino De Blasio  

 

Odissea 2000

 

2001

 

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Michele Piovano  

 

Secondo la clessidra

 

2001

 

pp. 116

 

€ 9,3  

 
 
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