PREFAZIONE
La poesia di Davide Crepaldi si proietta verso il futuro della nostra letteratura, ma nel contempo agita e rievoca i ricordi di un passato trascorso ormai da un secolo. Ciò accade perché questa poesia tende a rappresentarci il mondo interiore di un uomo che conduce una vita fatta di chiassosi silenzi e di affollate solitudini, e sviluppa la passione di compiere viaggi con il sogno in un universo che dilata o che sostituisce la realtà. Sotto questo profilo, si tratta di una poesia moderna ed ispirata al futuro prossimo che bussa alla nostra porta e che già si sta materializzando negli atteggiamenti e nelle abitudini caratteristiche dei giovani. Lastrazione, il sogno, la realtà virtuale, i problemi dellinteriorità si stanno affacciando in molti giovani del nostro tempo e stanno conquistando una posizione di priorità e di egemonia nel loro patrimonio di cultura. Questo primo volto della poesia di Crepaldi potremmo dire che è costruito per sensazioni, per visioni, per percezioni, per catene di pensieri, per nessi analogici e per figurazioni mentali. Dunque, sotto questo profilo non è una poesia descrittiva e di lineare comunicazione, ma, invece, si tratta di un discorso intorno alle visioni, fuori dai campi seminati della ragione e in forma di preveggenza e di emozione divinatoria. Se volessimo cercare degli ascendenti letterari, più o meno autorizzati, ma tali da fornirci una sorta di riferimento esemplare, potremmo rifarci alle liriche del poeta gallese Dylan Thomas, che nella prima metà del Novecento realizzò in versi un ineffabile esempio di magia poetica. Mi sembra corretto citare, sempre su questo versante della creatività poetica di Davide Crepaldi, anche limaginismo di Sergej Esenin, il poeta russo a cavallo dellottobre rosso, con furori rivoluzionari e con esperienze damori americani, angelo carnale dalla voce melodiosa eppure infuocata, con unintonazione di quel tanto popolare da assicurarsi un vasto pubblico di lettori, che ancora oggi lo frequenta, almeno in Russia. Nel nostro Crepaldi, su questo canovaccio dautore, di onesto declamatore dei sogni e dintrigante angelo del peccato, si collocano versi del tipo che seguono, tratti da
Bianche evidenze:
Letto e capito,
conosciuto e scrutato,
mi aggiro,
tra sentieri nefandi
e pensieri sfrenati
nelloscura ignoranza
della luce maligna,
illuminato dalleterno peccato.
[
]
Si è riversata limmane
sapienza celeste nelle mie
deboli ossa,
raccolgo leredità
ma il lamento solo
si muove nellindistinta
carne polverosa.
Il verso nitido e fremente contamina di proposito la
sapienza celeste con la
carne polverosa e si carica di uneco di contemporaneità americana, da figlio dei fiori, perché richiama alla mente situazioni già apparse nei poeti beats doltreoceano. Anche lintitolazione data a tutta la raccolta,
Linee aperte, porta con sé il sapore della strada amata da Jack Kerouac ed allude, con velato accento, ad una geometria perfetta del vagabondaggio intellettuale, del contagio delle situazioni e delle idee, della mescolanza delle culture oggi si direbbe del
meticciato che è stato il tema più innovativo dellesperienza americana del secondo dopoguerra, votata ad acquisire una coscienza del mondo circostante nella sua interezza planetaria, e che è tuttoggi lunico fondamento culturale portante del discorso intorno alla globalizzazione della cultura.
Come si è detto allinizio, accanto a questo primo volto di iper-modernità del tracciato poetico, Davide Crepaldi ha voluto tuttavia sviluppare anche un atteggiamento di nostalgia quasi ottocentesca per latmosfera, le forme e i contenuti delleroe sfortunato e avversato dagli eventi, del poeta dileggiato e contrastato dai contemporanei, delluomo che combatte e che soffre sulla pelle la cattiveria del destino e del prossimo, in modo da ricreare a tavolino quellelegia della miseria che è stata tipica del romanzo popolare e melodrammatico, sul filone di
Senza famiglia. Si tratta di un versante, questo, che è volutamente lontano anni luce dalla contemporaneità, la quale vive facendosi cullare dalle telenovela, tutte ispirate allelegia del benessere e di un dolciastro perbenismo sociale, in cui la miseria, la sfortuna, le difficoltà vengono automaticamente interpretate come le manifestazioni del demonio e della delinquenza. Davide Crepaldi percorre, dunque, questa strada apparentemente anacronistica e dello scorso secolo, consistente nel canto pronunciato dalla parte dei derelitti, e sviluppa almeno due aspetti della sua poetica che furono altrettanti pilastri portanti nellopera di Charles Dickens, per esempio in
David Copperfield: da un lato, limpegno di denuncia e di promozione sociale, dallaltro lato, infine, la rappresentazione per paure e per meraviglie dellunica età felice e gentile delluomo, cioè dellinfanzia. Sul versante del sociale, si confrontino i versi che seguono, tratti da
Uomini poveri:
Immagini silenziose
saggirano tra i solchi
della città.
Percorrono anfratti
immersi nella memoria.
Non vi è libertà nella
loro inquietudine,
né volontà nel loro
girovagare.
Ombre
che popolate
la realtà ignorata,
poveri movimenti
senza pace, condanne viventi,
la vostra povertà è pura
ed enorme il fardello, ma tanto
raccoglieste nel difficile cammino
che la felicità edificaste con i vostri
miserabili passi.
Come esempi di sapienza costruiti con latteggiamento del vagabondo che conduce il pellegrinaggio di Demostene alla ricerca della verità è opportuno citare almeno le tre poesie
Nomade, Uomini come tanti e
Compagni di sfuggita, questultima proprio specificamente dedicata ai
gatti randagi. Lincanto della fanciullezza e loro della gioventù è, infine, una situazione di canto diffuso in modo endemico ed effusivo in tutta la poesia del giovane autore e si trasfonde nei versi alla madre, alla luna, agli uccelli, ai prati, al fiume dei suoi ricordi e a mille altre ulteriori situazioni poetiche con cui è riccamente ornato il percorso del suo dire in versi.
La poesia di Davide Crepaldi contiene una luce di rara bellezza ed autenticità, ottenuta con una teoria di riverberi del passato che rilucono, fra nostalgia ed evocazione, sullintreccio dei fatti della modernità e sui riscontri dellattualità, fino a comporre un mondo e un modo unico di vivere e di rappresentare lesperienza interiore ed intellettuale del poeta.
Sandro Gros-Pietro