PREMESSA ALLA SECONDA EDIZIONE
A neppure un anno di distanza, il libro di poesie di Maria Consolo è andato completamente esaurito.
Più che a una ristampa, si è pensato a una riedizione. In realtà, le variazioni che l’autrice ha ritenuto di fare rappresentano un ulteriore
labor limae, che si aggiunge alla sua già più che puntigliosa cura definitoria. In questa edizione è stata esclusa la poesia
Preghiera al nuovo giorno e la poesia
Dove sono finite viene riproposta nella sua stesura originaria – anziché in quella pubblicata nella prima edizione – e che prevedeva un
enjambement in più a cavallo tra il secondo e il terzo verso.
Si è ritenuto opportuno posporre al libro anche una breve rassegna critica, che riporta i pareri amicali ovvero gli interventi ufficiali di alcuni poeti e critici di noto valore e vicini alla scrittrice.
l’editore
Si tratta di certo di una raccolta di testi intensi, sentiti, sofferti ed “espressi” con un linguaggio spesso tenero quanto coraggioso, forte e duro quanto molto umano.
Mariella Bettarini
M.C. approda alla poesia per “necessità”. È il solo destino possibile. È la guerra non più procrastinabile. Ma è, altresì, la pace, l’approdo, il disegno. “Dove sarà quella vita che avrei potuto vivere e non vissi?” si domanda Borges. La C. la riscopre e la scava – fino al sangue, fino alla ferita – quella sua vita non vissuta e che duole e grida nella negatività del suo essere “altra” e lontana, nel dolore della parola. E la vive, ora, attraverso la poesia, con tutto il suo sapore acre e dolce di fiele e di miele. C’è nei versi della C. una quotidianità non di rado spoglia, dimessa, scarna, ma capace di stringere, di chiudere un piccolo mondo di affetti, di emozioni, di gioia negata e di gioia ritrovata d’improvviso, in piccoli accecanti soli, intanto che la poesia, nel mentre lacera e ferisce, apre improvvisi miracoli di festa del cuore a cui persino i morti possono partecipare, in una resa totale e liturgica alla parola…
Giusi Verbaro