Beniamino Todaro 
Il mio mondo e Dio
anno: 1999
pagine: 320
prefazione: Sandro Gros-Pietro
prezzo: € 20,66
ISBN: 88-87492-20-4

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PREFAZIONE

Il libro che ci consegna Beniamino Todaro, Il mio mondo e Dio, è la ricostruzione ragionataed appassionata della sua vita. I due attributi non sono casuali, perché costituiscono, in modo inscindibile, i due versanti della sua formazione culturale. L’intelletto e l’amore rappresentano, infatti, le due fondamentali categorie di valori della vita cui egli si è ispirato e cui tuttora si mantiene fedelmente ancorato. La vita stessa è descritta come sintesi insolvibile di intelletto e di amore: non può esserci vita né al di fuori dell’amore né al di fuori dell’intelletto. E quest’ultimo, l’intelletto, è inteso come coscienza di sé e come conoscenza del mondo. Ma la coscienza di sé e la conoscenza del mondo possono essere maturate solo grazie alla luce divina, cioè alla rivelazione di Dio per tramite di Gesù. Scienza e coscienza divengono, allora, amore verso Dio e amore in Dio. Si realizza, così, la sintesi tra amore e intelletto nella visione ontologica dell’esistenza: Dio è sintesi di amore e di intelletto. Dante indicava l’Altissimo con la perifrasi il Bene dell’intelletto. Nel pensiero trecentesco, c’è identità tra il bene e l’amore, per cui si potrebbe anche dire che Dante nominava Dio come amore dell’intelletto. Ed è proprio ciò che dice Beniamino Todaro: Dio è amore dell’intelletto. Conoscere Dio significa sperimentare fino in fondo le strade dell’amore e le strade della ragione e della conoscenza. Non c’è antagonismo tra Dio e la conoscenza, perché anzi essi sono la stessa identica cosa. Più esattamente, non si può avere conoscenza al di fuori di Dio e non si può incontrare Dio al di fuori della coscienza di sé e della conoscenza del mondo che ci circonda. La realtà fenomenologica in cui siamo immersi deve essere interpretata dalla ragione come una scala che ci eleva fino a Dio, all’infinito amore, che illumina di significato eterno ed immutabile l’intero creato e, quindi, anche i singoli accadimenti episodici, seppure minimali della vita.
Non è ammessa alcuna lettura dell’opera di Beniamino Todaro al di fuori di questo assunto programmatico iniziale, che è il solo pilastro su cui si basa tutta la sua esperienza di vita e di studio: l’interpretazione religiosa della vita. Ma più compiutamente occorre dire che si tratta di un’interpretazione cristiana e cattolica. Con aperto coraggio, Beniamino Todaro dichiara ad oltranza la sua fede in Dio; non solo, ma pronuncia la sua fede nel binomio amore ed intelletto; non solo, ma professa la sua fede nella visione cristiana e cattolica di Dio. Dopo l’esperienza, nella cultura europea, del Romanticismo, quasi pagano e sostanzialmente anticlericale, e nel pieno dell’esperienza sostanzialmente atea del Novecento, che è giunto a rilasciare un presunto certificato della “morte di Dio”, sono pochi gli autori che si richiamano apertamente ad una tradizione cristiana e cattolica dell’interpretazione della vita e della morte; sono pochi gli scrittori che elaborano una teoria dell’arte e della scienza – cioè delle attività più nobili dell’intelletto – come se fossero un percorso di avvicinamento e di elevazione a Dio. Se si cerca una corrispondenza o meglio se si cerca una ascendenza, probabilmente sul versante artistico, occorrerebbe rifarsi, tra i moderni, a Paul Claudel, poeta e drammaturgo francese, coraggiosamente cattolico in anni di imperante nichilismo ateo. Sul versante filosofico, l’ascendente potrebbe essere Maurice Blondel, interprete della filosofia dell’azione e antesignano del modernismo cattolico. Ma proprio Blondel è stato l’oggetto della tesi di laurea in filosofia del secondo figlio di Beniamino Todaro, e precisamente del compianto Carlo Maria, docente di liceo, prematuramente perduto all’amore paterno.
Tutto sembra quadrare: al centro della visione del pensiero di Todaro c’è il binomio intelletto ed amore. Tale binomio non solo ha una valenza metafisica e di trascendenza dei limiti umani, ma si carica anche di un potenziale etico, educativo e pedagogico, perché l’autore trasmette il suo convincimento di fede e di luce anche ai figli e, massimamente al figlio studioso di filosofia che, sciaguratamente, non farà a tempo ad invecchiare e a maturare fino alla senilità l’esperienza della vita vissuta con il conforto religioso.
Il libro è organizzato in due parti e disvela subito la sua concezione composita. La mancanza di organicità non guasta per nulla il significato mirabilmente unitario del libro, che vuole proporsi come una sorta di bilancio conclusivo e di inventario consuntivo, redatto quasi a bocce ferme, e nel quale si vuol dare conto del disegno complesso e tracciato nell’arco di una vita quasi secolare, e che per ultimo si ricompone nella luminosa ed intensa chiave di lettura della quale si è già dato atto, e cioè nell’indicazione di una fede professata ad oltranza, e sempre perseguita con amore ed intelletto.
Nella prima parte del libro è ricostruita puntigliosamente la vita dell’autore, dalle origini siciliane, alle peregrinazioni per la penisola e per le isole, in Sardegna, in Lombardia, e, infine, nel Veneto e massimamente a Padova, destinata a diventare la sua città di adozione. Assume forma il ritratto di un’esistenza sempre dedita allo studio e al perseguimento dei valori morali dell’amicizia e della fiducia nel prossimo, sorretti da un indeflettibile sentimento di onestà e di generoso impegno verso gli altri. L’amore verso la donna è il capitolo più profondamente tenero e dolce, insieme all’affetto rivolto ai tre figli, il primo dei quali muore quasi subito, ma non viene mai scordato dai due genitori, che continuano a nominarlo nelle loro preghiere e nella ferma convinzione del ricongiungimento unitario nel mistero della resurrezione.
Nella seconda parte del libro viene offerto un saggio esemplare della lunga teoria di opere scritte elaborate dall’autore. In questa sezione, si possono facilmente evincere due diversi e principali contenuti di scrittura. Il primo contenuto, certamente più significativo e più profondo, è rappresentato dalle meditazioni dell’autore sulla vita e sul legame verso Dio. Si tratta di lineari e luminosissime composizioni di poesia in prosa o, se si preferisce, di prosa poetica, che disegnano la vastezza e la profondità del pensiero religioso di Beniamino Todaro, ma che assumono una ulteriore positiva significanza grazie allo stile letterario usato. Infatti, lo stile è edificato per costruire un discorso sublime ed essenziale, senza orpelli e senza barocchismi abbellitivi, ma con parole mantenute sempre nitide, cristalline e illuminate dalla semplicità e dalla chiarezza espressiva.
Il secondo contenuto, invece, è rappresentato da articoli e brevi saggi tratti dall’attività giornalistica e professionale di Beniamino Todaro, che è stato a capo di numerose occasioni di cultura, quasi sempre connesse con attività turistiche e di promozione e diffusione dei valori museali ed artistici delle località da lui amministrate come segretario comunale. Sono gustosi e brillanti resoconti di iniziative intraprese per valorizzare gli ambienti della natura o per difendere le testimonianze della cultura. Tali brevi saggi sono tanto più preziosi in quanto assumono anche il significato di una cronistoria rappresentativa dei tempi e permettono una ricostruzione fedele del come eravamo e dei modi e dei costumi adottati in tutto il Paese all’indomani della seconda guerra mondiale e fino ai giorni nostri.
Il valore del libro risiede nell’exemplum che viene offerto da Beniamino Todaro come cittadino del mondo in questa vita e come luce di esempio per un proseguimento della vita oltre la vita stessa. Tutta l’esistenza viene interpretata come l’arcobaleno pontefice che unisce la terra al cielo. Ogni gioia della vita, dalla più grande alla più piccola, e ogni dolore dell’esistenza, dal piccolo cruccio alla sciagura irrimediabile, vengono interpretati, riordinati e rivolti ad un esito superiore ed eterno, capace di attribuire un significato a tutti gli irrisolvibili quesiti che l’uomo si pone nel corso della vita. Proprio per questa propensione a fornire un significato di suprema e definitiva risposta nel conforto della religione, il libro di Beniamino Todaro si pone come un’opera di amore e di sapienza.

Sandro Gros-Pietro

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  autore   titolo   anno   pagine   prezzo  
 

Angelo Roma  

 

L’Imperatore di cenere

 

1999

 

pp. 128

 

€ 10,33  

 
 

Anonimo Straniero  

 

Celeste bilancia

 

1999

 

pp. 96

 

€ 10  

 
 

Maria Consolo  

 

Da sola a solo (2ª ed.)

 

1999

 

pp. 80

 

€ 6,2  

 
 

Beniamino Todaro  

 

Il mio mondo e Dio

 

1999

 

pp. 320

 

€ 20,66  

 
 

Maria Teresa Codovilli  

 

D’arialuce, la mia terrestrità – Canto d’armonie, disarmonie, armonie…

 

1999

 

pp. 128

 

€ 8,78  

 
 

Silvio Bellezza  

 

La neve rossa

 

1999

 

pp. 164

 

€ 15,5  

 
 

Anna Maria Salanitri  

 

Cifrario minimo

 

1999

 

pp. 72

 

€ 7,75  

 
 

Pietro Rossi  

 

Pensieri dell’anima

 

1999

 

pp. 112

 

€ 10,5  

 
 

Franca Simonelli  

 

Risvegliarmi albero

 

1999

 

pp. 128

 

€ 9,3  

 
 

Gianluca Polastri  

 

Orme nell’acqua

 

1998

 

pp. 108

 

€ 9,3  

 
 
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