Franca Simonelli 
Risvegliarmi albero
anno: 1999
pagine: 128
prefazione: Liana De Luca
prezzo: € 9,3
ISBN: 88-87492-11-5

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PREFAZIONE

Appartata da ogni corrente letteraria, libera da ogni condizionamento di attualità, Franca Simonelli svolge il suo discorso poetico in estrema semplicità. Semplicità che non vuole dire semplicismo, ma spontaneità e generosità, in genuina adesione formale e tematica ai moti interiori.
Lo spazio a lei più congeniale è quello della natura, che, nel suo svolgersi, si trasforma in metafora della vita, ma anche suggerisce l’aspirazione alla misura di una vita diversa: “… vorrei vegetare / con il ciclo naturale / dell’albero che muore”. Ma subitanea viene la reazione etica di stampo lombardo, la vocazione all’altruismo e alla dedizione oltre ogni egocentrismo: “Ma a che serve un albero / se non conforta il randagio, / non alimenta i viventi?”.
Al senso rasserenante della natura si assomma il senso rassicurante della moralità, secondo un timbro poetico che era già stato di Francis Jammes, definito “il poeta contadino” per l’ambientazione campagnola delle sue liriche. Egli amava la natura animale e vegetale e, come la Simonelli, ne faceva argomento delle sue poesie. I suoi personaggi preferiti erano quelli piccolo-borghesi, i suoi luoghi privilegiati quelli casalinghi, con manifesta anticipazione del Crepuscolarismo. C’è una sua poesia, La salle à manger, che preannuncia il salotto gozzaniano di L’anima di nonna Speranza e che si ritrova nel clima – vicina è la geografia e quindi lo spirito pedemontano – di Mia vecchia cucina della Simonelli.
La poetessa si muove soprattutto in terra orobica, fra i suoi fiumi e i suoi laghi, nell’anfiteatro bergamasco di colline e prealpi. Ma non mancano i paesaggi marini in cui i gabbiani prendono il posto dei fagiani e la “sabbia di libeccio” sostituisce i “petali fitti del bianco ciliegio”. Con grande sensibilità ogni luogo è colto e descritto in baudelairiana percezione di Corrispondenze: “È un tempio la natura ove viventi / pilastri a volte confuse parole / emanano”.
Ma il contesto emotivo non è così sereno come l’andamento del dettato potrebbe, a una lettura superficiale, fare supporre. Ci sono spie, più o meno nascoste, di malcontento e anche di sofferenza. A volte la connotazione è filosofica:
                    “Se un valore imprescindibile
                    della vita è vivere,
                    nella essenzialità delle dimore,
                    nel pudore degli abiti drappeggiati
                    sta la malìa di tutto quanto
                    abbiamo inconsciamente perduto”.

Altre volte invece l’indagine si svolge in chiave psicoanalitica come in Un serpentello di felicità, forse il testo che più comprova la validità dell’autrice, per originalità, freschezza, arguzia, sinteticità senza sbavature.
La scrittura della Simonelli è infatti all’apparenza naïve, ma frutto di orchestrata, forse per dono congenito spontanea, sapienza stilistica. Evidente è l’accordo fra gli aspetti più significativi della creazione poetica e la linea portante della produzione pittorica. Sarebbe interessante un rapporto fra le due interpretazioni di una stessa realtà, ma l’esegesi ci porterebbe troppo lontano.
Varia è la musicalità delle composizioni, secondo la lunghezza del verso spesso composito di emistichi. La sostiene l’uso frequente della rima, rimarchevole perché non preordinata sopra un tracciato fisso, ma sbocciata quasi occasionalmente. Ne derivano, a volte, degli accattivanti risvolti di ironia, che l’inventiva delle immagini avvalora.
Diceva Dante che, attraverso la natura “l’arte a Dio quasi è nepote”. L’autrice sente intimamente, profondamente, questa relazione e la conferma con la sua disponibilità spirituale. Il tema del divino è presente, come speranza e come monito, come conforto e come Preghiera, elevata a un soprannaturale ultraterreno auspicato in contrasto con il naturale terreno:
                    “Raccogli i pensieri
                    di chi non sa parlare
                    sulla tua spiaggia sconfinata,
                    o mio Signore,
                    portati in questo mare
                    di fluidi pietosi
                    dalle ondate informi
                    dell’umana vicenda”.

Liana De Luca

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  autore   titolo   anno   pagine   prezzo  
 

Angelo Roma  

 

L’Imperatore di cenere

 

1999

 

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Maria Consolo  

 

Da sola a solo (2ª ed.)

 

1999

 

pp. 80

 

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Beniamino Todaro  

 

Il mio mondo e Dio

 

1999

 

pp. 320

 

€ 20,66  

 
 

Maria Teresa Codovilli  

 

D’arialuce, la mia terrestrità – Canto d’armonie, disarmonie, armonie…

 

1999

 

pp. 128

 

€ 8,78  

 
 

Silvio Bellezza  

 

La neve rossa

 

1999

 

pp. 164

 

€ 15,5  

 
 

Anna Maria Salanitri  

 

Cifrario minimo

 

1999

 

pp. 72

 

€ 7,75  

 
 

Pietro Rossi  

 

Pensieri dell’anima

 

1999

 

pp. 112

 

€ 10,5  

 
 

Franca Simonelli  

 

Risvegliarmi albero

 

1999

 

pp. 128

 

€ 9,3  

 
 

Gianluca Polastri  

 

Orme nell’acqua

 

1998

 

pp. 108

 

€ 9,3  

 
 
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