L’autore esprime motivi fondamentali dello smarrimento dell’individualità nel tempo in cui viviamo, soggetti – come mai nella storia – a interventi esterni molteplici, profondi, pervadenti. Da qui la fuga dal presente, il ripercorrere il passato ridotto a “dispersi frammenti”. È la solita fuga umanistica dalla tecnologia, dal progresso, dalle conquiste della scienza? C’è anche questo (poeti e letterati hanno molto spesso, nei momenti di crisi storiche, avuto paura non solo della donna che rivendica tutti ma anche della macchina che porta velocità e abolisce i sogni) ma non si tratta solamente del mondo convulso e contraddittorio in cui i mutamenti avvengono in tutte le sfere del pianeta, in tutti gli anfratti della vita interiore. Si tratta di qualcosa di più profondo che il poeta sente, al di là della polemica antimassificazione […]: il sentimento dell’uomo che per il corso degli eventi vede sopravvivere finti valori, maschere che assumono la funzione del vero e fanno perdere il ritmo del fluire della vita, che non consiste negli ornamenti e negli orpelli.
Antonio Piromalli, dalla prefazione