Emerge da queste raccolte la figura di un poeta dalla netta personalità, capace di rapide sintesi, ma anche di più ampie aperture al canto; dotato di una solida tecnica espressiva, che gli consente di raggiungere esiti di notevole effetto e dotato anche di una propria visione del mondo, fra tragica e serena, che gli permette di toccare risultati di sicura originalità, come avviene specialmente in certe poesie nelle quali memoria e tempo presente si fondono in versi veloci e compiutamente conclusi.
Ed ecco che ora egli ci presenta una nuova raccolta di versi, intitolata con semplicità
Composizioni, che si caratterizza per la sua asciuttezza e per il suo nitore. A scorrerla infatti ci si avvede subito che questa è una poesia di tipo epigrammatico, ma ricca di pensiero e di immagini, che affiorano con particolare evidenza da testi i quali appaiono alieni da ogni troppo vistoso artificio retorico ed improntati invece ad una diretta comunicatività.
La materia delle poesie è varia; essa va dall’analisi penetrante del sentimento amoroso al moto di meraviglia di fronte alle bellezze della natura; dalla meditazione di tipo filosofico-esistenziale al subitaneo ripiegamento interiore; dall’ironica considerazione dell’altro al sentimento di commossa pietà per le sue sofferenze; e così via.
Ma ciò che più colpisce in queste poesie, essenziali eppure ricche di espressività, è la presenza di un assorto sentimento del vivere, che porta il poeta a dar risalto ad ogni epifania e ad ogni evento.
[…]
Elio Andriuoli, dalla prefazione
C’è possibilità di equivoco e quindi di polivalenza nel termine
composizioni usato per indicare sia più pezzi musicali sia la distribuzione delle parti nei quadri o nei gruppi marmorei sia le unità semantiche degli elementi lessicali della lingua sia un testo scritto di carattere letterario. Ma c’è anche la composizione di un contrasto o di una lite e, per altro verso, c’è la composizione di un linotipista ovvero di un grafico che vanno a campire le
gabbie, gli spazi delimitati al testo o al segno della stampa. Ricordiamo solo, infine, la dovizia di significati scientifici, principalmente in chimica e in matematica, che il vocabolo
composizioni è in grado di esprimere. È un vocabolo la cui duttilità lessicale finisce per sollevare una cortina anfibologica sulle modalità dell’impiego con cui è ingaggiato dal poeta. L’effetto è voluto ed è controllato da Nino Pinto, il quale scrive un libro di poesie su questi spunti di significati: storie, ballate, visioni, preghiere, evocazioni, benedizioni, sospiri, nostalgie, evasioni, estasi, risvegli, delizie, stupori, rammarichi e piccole maledizioni. La
boîte magique, allora, che funziona come raccoglitore e come moltiplicatore di immagini: uno strumento un poco più complesso del caleidoscopio, anche perché è fatto di parole anziché di specchietti o di cristalli colorati, e non è contenuto in un cannocchiale o in una scatola, ma nelle pagine di un libro. Leggendolo si osserva l’indefinita
composizione degli elementi armonici del linguaggio poetico, riverberati nella metafora della vita e dell’amore, essendo quest’ultimo il motore dell’universo sia reale sia poetico. Non è un gioco, perché vi è una componente di drammaticità che sfiora sempre il tragico, il richiamo della morte, la caduta agli inferi, ed un memento continuo della condizione effimera e fragile della vita umana. Ma è sicuramente un artificio, incanto e miraggio della mente e dell’anima che leggendo i mirabili versi raccoglie notizie di una condizione fuori dalla realtà, ma che è l’esatta ricostruzione della realtà. In una parola: poesia.
Sandro Gros-Pietro, dalla bandella