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Giovanna Vizzari Giovanna Vizzari è nata a
Piombino, in provincia di Livorno nel 1930. Vive a S. Vincenzo, sulla costa tirrenica
toscana, e a Roma. La sua carriera ha inizio con una lunga consulenza presso la Vallecchi
di Enrico Vallecchi a Firenze. Nel 1982 fonda, insieme a Carlo Betocchi, il Premio
letterario Città di Piombino diventato, alla morte del poeta, il Carlo
Betocchi.
È critico-letterario e articolista di testate nazionali e Riviste specializzate.
Ha pubblicato per la poesia, Dagli albori, Torino, 1975; Se mi sorprendo,
Fossalta di Piave, 1980 (pref. di Carlo Betocchi, Premio Città di Ceva); La ragazza di
nome Mato, Firenze, 1982; Eclisse di Maggio, Firenze, 1984 (prefazione di Luciano Erba); Lisola a due sponde, Firenze, 1986 (prefazione di Guglielmo
Petroni, Premio Traiano, Premio G. Gozzano, Premio Stresa, Premio di Greve in Chianti); Elle
et elle, Livorno, 1988 (prefazione di Sauro Albisani); Edy, Firenze, 1989 (con
una prosa di Franco Scataglini); Il giardino dei desideri, Udine, 1993
(introduzione di Giorgio Cusatelli); Stornelli a sette voci, Livorno, 1994 (insieme
a Elio Filippo Accrocca, Lea Canducci, Elena Clementelli, Luciano Luisi, Silvio Ramat, Ugo
Reale; introduzione di Walter Mauro); Infinito percepire, Bologna 1996 con una nota
di Elena Clementelli.
Per la prosa creativa, Le lunghe ombre dei campi, Brescia, 1977 (finalista Premio
Viareggio); Otto storie per Elisa, Brescia, 1978; Un letto per Penelope,
Brescia, 1980 (Premio Città di Venezia); La casta Elena, Bologna, 1981; Il
barone di Volpara, Foggia, 1984; Medea, Firenze, 1990.
Dietro ad ogni immagine di questa poesia scorgi qualche cosa di intimo, di cui sei reso
partecipe, perché comunica pienezza di vita; qualche cosa che tuttavia trattiene tutto
per sé, perché proviene da una individualità netta, che poi è lidentità nella
quale un poeta non può riconoscere che se stesso ma nel medesimo tempo, rispecchiarsi in
tutti. Non siamo dunque nel regno dellintrigo verbale, non siamo nemmeno nel
groviglio dei castelli intellettuali, i cui orpelli ridondano di decoratività e quasi
tolgono il respiro; con la poesia della Vizzari siamo nel dialogo dolce, a
volte confortante, a volte ricco di esuberanza di vita che conforta. Siamo nella zona
della lettura dalla quale si esce arricchiti di una certa meditata serenità. (Guglielmo
Petroni)
Tel. 0565701318.
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