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Tomaso Franco

Tomaso Franco è nato a Bologna nel 1933. Vive a Vicenza. Studi classici e laurea in giurisprudenza a Ferrara. Presentato per la prima volta da Gino Nogara, pubblicò poesie su riviste specializzate tra il ’60 e il ’62 (Cenobio di Chiara e Prove di Bárberi Squarotti). Si ritirò per una ventina d’anni dalla produzione letteraria, ma ricomparse pubblicando saggi d’arte su riviste italiane e straniere. Nel 1978, un libro a spese dell’autore: La capra magica, poesie; nel 1984, Uno scatto dell’evoluzione, poesie, Edizioni del Leone, Venezia, con introduzione di Luciano Erba. Nel 1986, Parole d’archivio, poesie, edizioni Cens, Milano, con introduzione di Guido Oldani: il lavoro vinse il premio Clemente Rebora 1986, per l’inedito. Nel 1988 pubblica, come curatore, un volumetto di lettere inedite di Antonio Fogazzaro, trovate nell’archivio di famiglia, edizioni Rosellina Archinto, Milano. Nel 1998 Sila-Torino 1861, saggio storico. Ed. Publigrafica. Collabora a riviste di poesia e a quotidiani. Nel 1988: Il libro dei torti, Ferrara, Liberty House, con introduzione di Giorgio Bárberi Squarotti. Nel 1990, Casa di frontiera, poesie, Roma, edizioni del Giano. Nel 1993, la sua opera prima di narrativa per l’editrice Neri Pozza, Il soldato dei sogni e nel 2005 un libro di racconti I muri della casa, ed. I Quaderni del battello Ebbro. Nel 2004 Esitante per amore, ed. la rosa e lo scorpione, Firenze; nel 2006 Tane e belvedere, ed. Mobydick e Sulla fronte un vento, ed. Il Bisonte, Firenze. Nel 2001 ha pubblicato di poesia Volavi per me, Firenze, Pananti, e nel 2002 Il viaggiatore indispensabile, Milano, Crocetti, autoantologia. È in preparazione il romanzo Il tesoro di ruggine per il 2007, ed. Mobydick.
Tiziano Rossi ha annotato che “il discorso in versi di Tomaso Franco si nutre anzitutto di luoghi (già è stato rivelato), e di luoghi precisi: selvaggi o cordiali che siano, essi risultano spesso araldicamente impostati e non mai neutri, perché, in ultima istanza, sanno indurre conforto o saggezza o scatenare vertigini esistenziali”.[…] Altra fondamentale dimensione in gioco nella poesia di Franco è il tempo, scalfito da secolari, ricorrenti persecuzioni, dal dolente trascolare delle tenerezze, da occasioni (e bellezze) perdute, dagli imbarazzi e disturbi del quotidiano e dal grave peso dei destini. Luciano Erba ha scritto: “ Siamo di fronte a un nuovo modo di coniugare la poesia con una filosofia personale dell’esistenza o della non esistenza. E sono nozze difficili, se non proprio nozze del cielo e dell’inferno. Ma non saranno nozze in bianco. Le raccolte di Tomaso Franco, costituitesi su un arco d’anni non breve, testimoniano infatti di una sorprendente riuscita formale.
Tomaso Franco è compreso nell’“Internationale Authors and writers Who's who” di Cambridge.

 

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