Il Catalogo degli Scrittori immette nella rete Internet l’immagine degli Autori italiani di Letteratura.

Per ogni Autore, viene redatta una scheda biobibliografica contenente le informazioni essenziali per delineare i caratteri e l’estensione della Sua opera, nonché gli eventi professionali più rimarchevoli della Sua vita. Il sito Internet prevede anche, per ogni autore la riproduzione della copertina di un Suo libro.

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Ninnj Di Stefano Busà

Ninnj Di Stefano Busà, poetessa, critico e giornalista, risiede a Milano. Si è laureata in Lettere. È presidente del Centro “Iniziative Letterarie” e responsabile dell’Unione Nazionale Scrittori per la Lombardia. Scrittrice assai feconda, ha al suo attivo una vastissima opera raccolta in saggi, studi critici e articoli sulla poesia e su varie discipline estetiche. Ha pubblicato diciassette volumi di poesia: Oltre il segno tangibile (1986, ristampa 1987); Lo spazio di un pensiero (1988); Quel lucido delirio (1989); Sortilegio di riflessi (1989); La parola essenziale (1990); Abitare la polvere (1990); L’area di Broca (1993); Cercatori d’infinito (1994); L’attimo che conta (1994); Anche l’ipotesi (1995); Quella dolcezza inquieta (1997); Le lune oltre il cancello (1998); Il deserto e il cactus (1998); A tanto dolce inganno (1999); In altro luogo (2001); Adiacenze e lontananze (2002); L’Arto fantasma (2005). Per la saggistica si segnalano: Il valore di un rito onirico (1989), saggio-monografia su Orazio Tanelli, L’estetica crociana e i problemi dell’Arte (1996). Traduttrice di poeti argentini, la sua opera è tradotta in inglese, francese, tedesco e coreano. Per l’editore Lineacultura ha curato la rassegna contemporanea di Poesia dell’ultimo Novecento Poeti e Muse in diverse edizioni. Le hanno dedicato monografie Silvano Demarchi, L’itinerario estetico di Ninnj Di Stefano Busà, 1998; Rosa Berti Sabbieti, L’ala del condor, 2000 e Antonio Coppola Mare… forza otto, 2001.
Da vent’anni è Presidente del prestigioso Premio “Iniziative Letterarie”. Fa parte di numerose e qualificate giurie di varie regioni d’Italia. Ha vinto e conseguito riconoscimenti nei più prestigiosi premi letterari.
Scrive Fulvio Tomizza a proposito della sua poesia: “In questi versi vi sono rigorose tracce di poesia universale, niente è lasciato all’improvvisazione o al caso, tutto è registrato da una sorta di occhio visionario eppure penetrativo e dicotomico come di indagine al microscopio della visione del mondo che viene accordata con calcolata malinconia, ma non senza quella perfezione magistrale che ne fanno opera degna della massima attenzione”.
Giovanni Raboni che ha prefato L’Arto fantasma ne istruisce uno studio critico in cui afferma che: “quell’assenza di cui è permeata la pagina non è desertificazione o estinzione, interloquisce nell’ordine degli eventi a una rara e impalpabile relatività di rango che è la poesia. Lei ha saputo inserirsi in un progetto di sperimentazioni multiple senza perdere di vista la regolarità cantabile che le è congeniale”.
Marco Forti: “Un viaggio poetico, naturalmente, che pur ritmato da una parabola di movimento e da una musicalità percepibile sa tenere un’alternanza di toni sempre alti e tenere viva una materia lirica proprio nella intangibilità della propria parola”.

 


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