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Giovan Battista Caputo Giovan Battista Caputo
pittore, laureato in Medicina, nato in Monreale il 20 luglio 1914, vi è deceduto nel 2002.
Si è dedicato sin dalla giovane età alla poesia, più tardi anche alla pittura.
Sillogi liriche: Vita verso la vita, ed. Priulla 1959; Lungo la via,
prefazione di Giorgio Santangelo, ed. Flaccovio 1963; Verso la luce, prefazione di
Giorgio Santangelo, ed. Rebellato 1976; Lu pani amaru, (poesie in dialetto siciliano
dal 1953 al 1977) prefazione di Pietro Mazzamuto, ed. Rebellato 1978; Oltre ogni fine,
prefazione di Giorgio Bárberi Squarotti, ed. Rebellato 1981; Dalla morte alla vita,
prefazione di Giorgio Bárberi Squarotti, ed. Gabrieli 1987; Le vie dell’amore,
romanzo, ed. Flaccovio 1968.
Verso la luce ha vinto il 1° premio dell’Ente per il Turismo di
Caltanissetta alla V edizione del Premio Nazionale di Poesia Funtana di li rosi
1977.
Con Oltre ogni fine è entrato tra i finalisti del Premio Gozzano Piemonte 1983.
Promossa dall’Assessorato Turismo e Spettacolo del Comune di Palermo una Tavola
rotonda sulla poesia La Sicilia nell’opera di G. B. Caputo ed. Italo Latina
Americana Palma 1977 in 4 lingue.
Azienda autonoma di Turismo Palermo e Monreale manifesto della Conca d’Oro
della città di Monreale di G. B. Caputo, ed. I.L.A. Palma in 4 lingue 1980, Poesia e
Pittura; il manifesto è stato diffuso in varie parti del mondo. Le prime
presentazioni sono state fatte nel 1981 Expo di Bari e nel 1983 Expo New York e Salone
delle Nazioni di Parigi, nel 1987 in Sicilia dalla Provincia Regionale di Palermo.
Gli è conferito l’International Award (1967). Il Sigillo della Città di Pompei, il
Globo Cristiano (1991); in occasione della Tavola Rotonda promossa dall’Assessorato
Turismo e Spettacolo del Comune di Palermo targa d’argento dell’Azienda Autonoma
di Turismo Palermo e Monreale; è stato invitato al XVI Festival della Poesia Italiana a
Parigi 1972.
Profilo critico: C’è una severità di fondo nel discorso poetico di Caputo: che
conduce a momenti di altissima meditazione […] È una poesia certamente ardua, pur
nell’apparente chiarezza e linearità, perché ogni momento e ogni elemento sono
sempre anche la cifra in cui vive e opera la ricerca interiore e si attua
l’itinerario di verità. Alla poesia, infatti, Caputo affida questo non usuale
compito: ed è, in ultima analisi, la ragione di fondo del suo esemplare valore (Giorgio
Bárberi Squarotti).
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