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Nicola Prebenna Nicola Prebenna è nato ad Ariano Irpino, dove
attualmente vive, dopo una lunga esperienza di insegnamento all’estero
(Istanbul, Francia, Atene). Dirige l’Istituto Superiore “De Gruttola” della sua
città. Dai molteplici interessi culturali, si è occupato e continua ad
occuparsi della condizione umana e sociale della gente della sua terra,
cogliendo il contrasto e lo scontro fra modernità e eredità della tradizione.
Ha scritto il romanzo L’Approdo (C.F.D., Avellino 1977), e il libro di racconti Tempo
che va (L’Autore Libri, Firenze 1995). Ha pubblicato, per la
poesia, le seguenti raccolte di liriche: Colpo d’Ala (C.F.D. Avellino 1978), Rari Nantes (Bastogi, Foggia 1988), Dacruma (Genesi Editrice, Torino 2001), In Gurgite
Vasto (Genesi Editrice, Torino 2004), E
la fiaccola vive… (Delta3 Edizioni,
Grottaminarda 2005).
Vivamente interessato ai problemi della scuola e impegnato
in prima persona, ha pubblicato il saggio Scuola Oggi (Bastogi, Foggia 1986), affrontando con passione e
lucidità alcune questioni fondamentali dell’universo scuola; diversi suoi
interventi, sia di natura legislativa che di ordine critico, sono stati
pubblicati sulla rivista Nuova Secondaria ( La Scuola Editrice, Brescia); un suo intervento sulla poesia di
Margherita Dalmati è stato ospitato sulla rivista filologica greca Parnassos.
A proposito della silloge poetica Dacruma, Sandro Gros-Pietro commenta: “Prebenna ci propone
una poesia della sublimazione della realtà, che è rappresentazione
straordinaria di armonia e di dolcezza, ma che è anche impegno civile quasi
eroico teso a smascherare ogni camuffamento del vero ed ogni letale trappola od
inganno che ci circonda”. E l’autore stesso, nella premessa ai suoi versi,
sottolinea che “Nella preghiera l’uomo si proietta all’esterno, cerca
soprattutto gli altri, l’Altro; nella poesia, o meglio nell’esperienza poetica,
l’uomo cerca se stesso, la propria intimità, l’umanità più recondita che,
attinta, coincide con l’umanità più autentica e più diffusa”.
A proposito di In Gurgite Vasto, Davide Puccini così sintetizza: “ Quella di
Prebenna è senza dubbio una poesia che fa sentire, ma anche una poesia che, in un’epoca di
interrogativi tormentosi che troppi dimenticano o fingono di dimenticare dietro
un eterno carnevale senza quaresima, si pone il compito meritorio di far pensare”.
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