Riccardino Massa in questo libro mette in campo la passione di chi difende la terra in cui vive dal degrado e dall’erosione, causati dal tempo e dagli errori umani. Nelle sue parole c’è lo stesso amore e la stessa convinzione che hanno i contadini quando lavorano con sudore e gioia la loro vigna. C’è l’evocazione del passato remoto, la memoria del passato prossimo, ma più di ogni altra cosa c’è la grande attesa, ragionata e riflessiva, per le messi che si potranno raccogliere domani. I nuovi raccolti, che matureranno nel futuro, sono l’autentico obbiettivo di questa appassionata orazione sui destini della terza repubblica. Con voluta improprietà riduttiva Riccardino Massa battezza il suo studio in termini di mescolanza ovvero di accumulo disordinato di cose, cioè lo definisce uno
zibaldone di leopardiana memoria. In realtà – per rimanere fedeli al recanatese evocato dall’Autore – sarebbe più appropriato definirlo un’
operetta morale, per il rigore riflessivo dell’indagine e per l’ampiezza pertinenziale e coerente del filo del ragionamento. Il filo rosso del discorso descrive una perfetta circolarità. Si parte dalla situazione di crisi e di stallo della società italiana, esaminata come risultato storico di un peggioramento strisciante che ha avuto le sue radici nella crisi dei Partiti della prima repubblica e ha ricevuto una forte accelerazione negli ultimi anni di trionfo della destra e di arretramento della sinistra, sotto il lugubre segno della crisi mondiale dell’economia. La soluzione può essere trovata solo inserendo l’Italia nel più vasto consesso europeo, e l’Europa unita nel sistema mondiale dell’economia globalizzata. Ma integrare, per Massa, significa rinnovare i contenuti e le forme di pensiero, all’insegna del movimento
neocomunitario, che valorizza il personalismo delle libertà all’interno di una rete di interdipendenze delle responsabilità collettive. Rimpostato su base planetaria l’eterno discorso di produzione e distribuzione della ricchezza, Massa conclude la circolarità del suo discorso tornando al caso dell’Italia, di cui esamina la prospettiva di alcuni aspetti applicativi, densi di promesse, del neocomunitarismo.
Opera prima di Riccardino Massa, il libro ha il pregio del grande vigore propulsivo tipico di chi possiede freschezza di studi e forza delle idee.
Sandro Gros-Pietro