Il mito dei pellirossa Oglala è Cavallo Pazzo, che insieme a Toro Seduto sconfisse Custer a Little Bighorn. Fra i poteri che gli vennero attribuiti, oltre a essere invulnerabile alle pallottole dei federali, c’era anche quello di sapere cavalcare a rovescio, cioè seduto in sella all’incontrario. Era il mito della ribellione contro l’ordine delle cose: Cavallo Pazzo andava contro la realtà e usciva vincitore. Poteva farlo perché Manitou, dio degli Indiani d’America, aveva creato il mondo senza il diavolo, per cui era lecito sia seguire l’ordine delle cose sia ispirarsi al contrario: sotto il sole di Manitou splendeva solo il bene, non esisteva il male. Chi nella nostra civiltà meglio ha interpretato Cavallo Pazzo sono i Punk, per i quali il male non sta nel mondo, ma cova solo in noi stessi. Per i Punk non è possibile sgravarsi la coscienza attribuendo la colpa degli errori al diavolo, come può fare chi ci crede. Così pure, le occasioni perdute dipendono solo dalla nostra mancanza di sensibilità ai segnali che il mondo ci invia.
Il libro di Paolo Merenda è una storia d’amore, modellata nella dolcezza, nella sensibilità, nel rispetto pieno di stupore e sacralità rivolto a ogni vita. Il mondo parla agli esseri viventi attraverso una serie di segnali. E le creature sviluppano la sensibilità per recepire tali avvisi di navigazione e decidere la loro rotta: gli uomini colgono le occasioni oppure le perdono. C’è una purezza sciamanica in Paolo Merenda, che è consacrata nel rispetto creaturale per la vita, che quasi sfiora la religiosità della new age, non per nulla egli è convinto vegetariano. Ma non si deve credere che Merenda rinunci a vivere una vita animata, avventurosa, faccendiera e rumorosa, orientata alla gioia di essere al mondo. La sua storia, sostanzialmente autobiografica ma in parte frutto di qualche invenzione, è la storia di un ragazzo che cresce non negandosi mai nessuna occasione di spasso tra amici e con le ragazze, ma rimanendo sempre fedele alla regola di non provocare dolore nel prossimo, non commettere colpe irreparabili. E quando una grossa occasione andrà perduta, sarà quello il momento di rifare i calcoli delle sue scelte e risorgere a nuova vita.
Sandro Gros-Pietro
Racconto in chiave autobiografica di un ragazzo che vive per la musica, in un intreccio di amicizie di altri giovani che come lui hanno l'ansia del lavoro e dell'amore, tra vicoli nebbiosi e abitazioni improbabili.
Una gioventù vulnerabile e insicura, ma anche lucida e determinata nella ricerca dell'occasione da cogliere, disposti a tagliare i ponti, mollare gli ormeggi, anche a costo di sbagliare o di rimpiangere il passato.
C'è molta densità umana nell'apparente randagismo delle loro emozioni, che in realtà sono radicate in un codice di comportamento istintivo e naturale, sempre integro da ipocrisie e falsità.