Gabriella Bertizzolo è nata e risiede a Bassano del Grappa. Si è laureata in Lettere all’Università di Padova e insegna nella scuola media. All’attività di docente, la Bertizzolo affianca da tempo quella di commentatrice di incontri culturali ed enogastronomici, e appartiene al gruppo fondatore dell’Accademia thienese dei Buongustai. Cultrice di cinematografia, dal 1989 al 2002 ha partecipato ai seminari di studio “Ipotesi Cinema” diretti dal regista Ermanno Olmi e alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia in qualità di giornalista free lance. Attualmente frequenta gli incontri organizzati da Psiche 2000 e dall’A.I.L.A.S. (Associazione Italiana Lotta Allo Stigma) che ha come obiettivo primario quello di divulgare chiare e precise conoscenze sui disturbi psichici per debellare i processi di stigmatizzazione.
Ha pubblicato la monografia Antonio Baggetto, l’illustre Bassanese (1992); il poema conviviale A tavola con l’asparago doc di Bassano (1992); la guida gastronomica A tavola in compagnia (1993); i libri di poesie Versi in gabbia (1995); Antiche fessure (1997, Premio Speciale della giuria “Il Golfo” 1997 e Premio “Città di Fucecchio” 1999); Mesti riverberi (Genesi Ed., Torino 2000), Tutto era inizio (idem, 2001), Il fruscio dell’attesa (idem, 2003), Argonauta (Marsilio, Venezia 2007). Suoi componimenti sono presenti in diverse antologie letterarie e nella Storia della letteratura italiana del XX secolo e degli autori contemporanei di Giovanni Nocentini (Arezzo 1999), Almanacco paredro (Genesi 2006)m Parole d’autore (racconti, 2005, Ed. Ibiskos), Cieli nuovi terre nuove (Premio “G. Zanella” 2006), Poeti italiani nel mondo (Book Editore 2006).
Nomi illustri nel campo letterario si sono interessati alla sua poesia, tra cui Giorgio Bárberi Squarotti, Mario Rigoni Stern, Alberto Bevilacqua.
Scrive di lei Dante Maffía: “la sua poesia, pur essendo radicata nella bella grande tradizione italiana, non è rimasta legata a griglie e a mode e si è calata nel nostro tempo interpretandone le accensioni e le cadute, le dispersioni e le conquiste, le ambiguità, le assurdità, i traguardi”. E Bárberi Squarotti, a proposito della sua più recente silloge di versi sottolinea che “la raccolta, riletta, conferma la forza, l’acutezza, la rapida drammaticità del discorso, il ritmo essenziale, scavato, doloroso. Colpisce lo scatto del concetto e del giudizio”.
|
|
|
|